Trattare in Borsa sul Dow Jones

 

I nostri consigli per fare trading sul Dow Jones

Trattare in Borsa sul Dow Jones

Per trattare sul Dow Jones vi basta seguire le notizie economiche provenienti dagli Stati Uniti. Ecco i punti da tenere d’occhio:

  • La bilancia commerciale degli Stati Uniti
  • Le grandi linee della politica economica del paese
  • Il PIL americano
  • Le statistiche riguardanti la produzione industriale
  • Il livello delle esportazioni
  • Il valore del dollaro
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Da qualche anno, esistono vari modi molto semplici per investire in Borsa da un normale computer attraverso una connessione Internet. I broker Forex, infatti, offrono la possibilità di speculare sui titoli ma anche sugli indici borsistici a partire da una piattaforma di trading accessibile e adatta a tutti i livelli di conoscenza.   

 

Presentazione del Dow Jones e delle sue caratteristiche

In molti conoscono di nome il Dow Jones senza sapere realmente che cosa rappresenta.

Si tratta in realtà di un indice borsistico che rappresenta l’economia americana. La sua denominazione completa è Dow Jones Industrial Average che si può incontrare anche sotto forma di sigla “DJIA”, il che ha dato luogo alla denominazione più corrente di Dow Jones.

Il Dow Jones è stato il primo indice ad essere stato quotato alla Borsa di New York. È anche l’indice borsistico più antico sul piano internazionale.

 

Come vengono realizzate le quotazioni del Dow Jones?

Ci occuperemo qui, più nel dettaglio, della composizione e quindi della quotazione dell’indice Dow Jones 30 o DJ30 che è quello che potrete trattare on line attraverso varie piattaforme. Logicamente il DJ30 rappresenta l’attività economica delle 30 società americane più redditizie e più rappresentative dell’attività industriale degli Stati Uniti. 

Troviamo in questa lista di imprese società internazionalmente conosciute quali Google o Coca-Cola.

La quotazione del Dow Jones è un po’ diversa da quella degli altri grandi indici borsistici ed è simile a quella dell’indice giapponese Nikkei

La sua quotazione viene infatti valutata a partire dal valore dei titoli che lo costituiscono e non in funzione della capitalizzazione borsistica delle società che lo compongono.

Il Dow Jones rimane un indice molto seguito dagli investitori anche se l’indice di riferimento del mercato americano è ormai lo S&P 500.

 

Le società quotate sul Dow Jones

Come indica la denominazione DJ30 che troviamo nelle piattaforme di trading e nei diversi comunicati, il Dow Jones dà conto dell’attività delle 30 imprese americane più rappresentative dell’attività industriale degli Stati Uniti. Vi si trovano delle società molto conosciute come Coca-Cola, Intel o Walt Disney

È interessante notare che il calcolo del valore di questo indice differisce dagli altri  indici internazionali. Infatti, come il Nikkei, è uno dei pochi indici ad essere calibrato sui valori delle azioni che lo compongono anziché su quelli della capitalizzazione borsistica delle società che lo compongono. Questa specificità è in realtà un difetto dell’indice americano che ha conservato lo stesso sistema di quotazione dalla sua creazione avvenuta oltre 120 anni fa.

È per questo che il Dow Jones non è più oggi l’indice di riferimento del mercato americano poiché è stato sostituito dal S&P 500.

 

Storico dei valori del Dow Jones

Dalla sua creazione nel 1884, l’indice Dow Jones ha ovviamente conosciuto alti e bassi e sarebbe difficile, se non impossibile, riassumere in qualche riga le sue grandi tendenze. Evidenziamo tuttavia che dopo diversi anni di rialzo, questo valore ha perduto più del 50% della sua quotazione in occasione del crac del 1929.

Il suo record storico al rialzo è stato di 14.000 punti ed è stato raggiunto nel luglio 2007, prima che la crisi gli facesse perdere una parte del suo valore.

 

La composizione dell’indice Dow Jones per settore di attività

Come abbiamo visto in precedenza nella presentazione di questo indice borsistico, il Dow Jones Industrial Average tende a rendere conto della situazione economica degli Stati Uniti il più possibile fedelmente. Per riuscire in ciò, è composto dalle imprese più importanti selezionate in differenti settori di attività. Conoscere il peso di ciascuno di questi settori di attività nella quotazione dell’indice è quindi interessante da diversi punti di vista. Ecco quindi l’attuale ripartizione dell’indice settore per settore:

  • Il settore più largamente rappresentato nell’indice Dow Jones è quello dell’industria il cui peso rappresenta il 21,14% dell’indice.
  • Viene poi il settore dei servizi che rappresenta da parte sua il 16,18% del peso totale di questo indice borsistico.
  • Il settore delle tecnologie, inclusa l’informatica, rappresenta un peso del 15,40% dell’indice.
  • Il settore della salute rappresenta l’11,63% della composizione dell’indice Dow Jones.
  • Il settore della finanza è anch’esso rappresentato con l’11,35% del peso totale dell’indice.
  • Vi si trova inoltre il settore petrolio e gas nella misura del 10,75% della composizione dell’indice.
  • Il settore dei beni di consumo rappresenta il 6,03% della composizione dell’indice Dow Jones.
  • Viene poi il settore delle telecomunicazioni con un peso totale del 4,42%.
  • Infine, ultimo settore di attività rappresentato nella composizione dell’indice Dow Jones è quello dei materiali di base con un peso del 3,11%.

Ovviamente, la composizione dell’indice e la sua ripartizione settoriale evolvono nel tempo seguendo l’evoluzione dell’economia statunitense.

 

Quali sono le più grandi capitalizzazioni borsistiche rappresentate nell’indice Dow Jones?

Molte delle azioni che fanno parte della composizione del Dow Jones sono accessibili online tramite i CFD ed è interessante conoscere fra queste quelle che hanno le più elevate capitalizzazioni borsistiche. Ecco quindi le più grandi capitalizzazioni di questo indice borsistico:

  • La società Microsoft arriva alla testa delle più grandi capitalizzazioni di questo indice con una capitalizzazione borsistica totale nell’ordine di 806,62 miliardi di dollari.
  • In seconda posizione si trova la società Apple con una capitalizzazione borsistica di 739,27 miliardi di dollari.
  • Il terzo posto è occupato dalla società Johnson & Johnson con una capitalizzazione borsistica di 345,95 miliardi di dollari.
  • La società JPMorgan Chase arriva in quarta posizione delle più grandi capitalizzazioni del Dow Jones con una capitalizzazione di 340,29 miliardi di dollari.
  • In quinta posizione si trova la società ExxonMobil che capitalizza un importo totale di 301,62 miliardi di dollari.
  • Viene poi al sesto posto della classifica il gruppo Wallmart con una capitalizzazione borsistica di 281,98 miliardi di dollari.
  • Il settimo posto della classifica è attualmente occupato dal gruppo United Health Group con una capitalizzazione borsistica di 256,64 miliardi di dollari.
  • Il gruppo Visa Inc con una capitalizzazione borsistica di 238,97 miliardi di dollari arriva in ottava posizione della classifica.
  • Viene poi al nono posto il gruppo Procter & Gamble che detiene una capitalizzazione borsistica di 233,95 miliardi di dollari.
  • Infine, in decima posizione, troviamo il gruppo Pfizer che è alla testa di una capitalizzazione borsistica di 228,50 miliardi di dollari.

 

Quali sono state le variazioni storiche più importanti dell’indice Dow Jones a partire dalla sua creazione?

Sapete certamente che è importante analizzare lo storico della quotazione di un indice borsistico come il Dow Jones per essere in grado di prevedere in maniera efficace tutte le sue future tendenze. Ecco quindi alcune date importanti nelle quali sono stati raggiunti dei record storici, sia al rialzo che al ribasso, della quotazione del Dow Jones.

Cominciamo dai record rialzisti raggiunti dal Dow Jones e più in particolare da quelli più forti che siano mai stati registrati. I più grandi rialzi giornalieri, avvenuti quindi in un’unica seduta, di questo attivo si sono verificati il 15 marzo 1933, il più forte con un rialzo del 15,34%, il 6 ottobre 1931, con una variazione del 14,87%, e il 30 ottobre 1929, con un rialzo del 12,34%.

Per quanto riguarda gli anni in cui si sono verificati i più forti rialzi di questo indice borsistico citiamo in particolare il record storico del 1975, con una presa di punti del 38,32%. Si possono inoltre citare il 1995, con un rialzo del 33,45%, e il 1985, con un rialzo del 27,66%

Passiamo ora alle sedute in cui questo indice ha subito i crolli più marcati. Il record di ribasso del Dow Jones è stato registrato il 19 ottobre 1987 con una perdita del 22,61%. Si può anche evidenziare la data del 28 ottobre 1929, con un ribasso del 12,82%, e il giorno successivo, il 29 ottobre 1929, con un calo dell’11,73%.

Gli anni più negativi per quanto riguarda la quotazione del Dow Jones sono in particolare il 2008, con un calo record del 33,84%, il 1977, con un calo del 17,27% e il 2002, con un calo del 16,76%.

Come potete constatare, ci sono delle grandissime differenze tra i record positivi e quelli negativi.

 

Alcuni consigli per trattare il Dow Jones

Che voi decidiate di speculare sul Dow Jones utilizzando i CFD, dovete essere in grado di cogliere in anticipo i forti movimenti al ribasso o al rialzo di questo mercato. Data la rappresentatività di questo indice in rapporto all’economia americana, bisognerà tenere conto, tra le altre cose, di tutti i dati fondamentali relativi agli Stati Uniti che troverete sul calendario economico.

Parallelamente, è indispensabile realizzare delle analisi tecniche complete perché questo indice reagisce fortemente ai livelli di supporto e di resistenza.

 

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Dove e come trattare sulla quotazione del Dow Jones?

Gli investitori privati possono speculare direttamente sulla quotazione dell’indice borsistico Dow Jones iscrivendosi ad una piattaforma di trading di CFD che proponga questo tipo di attivi. Potrete inoltre trattare molte delle azioni borsistiche che fanno parte della composizione di questo indice statunitense.

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