Analisi n. 1

La bilancia commerciale degli Stati Uniti

Analisi n. 2

Le grandi linee della politica economica del paese

Analisi n. 3

Il PIL americano

Analisi n. 4

Le statistiche riguardanti la produzione industriale

Analisi n. 5

Il livello delle esportazioni

Analisi n. 6

Il valore del dollaro

Il 76.4% dei conti di investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore.
Da qualche anno, esistono vari modi molto semplici per investire in Borsa da un normale computer attraverso una connessione Internet. I broker Forex, infatti, offrono la possibilità di speculare sui titoli ma anche sugli indici borsistici a partire da una piattaforma di trading accessibile e adatta a tutti i livelli di conoscenza.   

 

Presentazione del Dow Jones e delle sue caratteristiche

In molti conoscono di nome il Dow Jones senza sapere realmente che cosa rappresenta.

Si tratta in realtà di un indice borsistico che rappresenta l’economia americana. La sua denominazione completa è Dow Jones Industrial Average che si può incontrare anche sotto forma di sigla “DJIA”, il che ha dato luogo alla denominazione più corrente di Dow Jones.

Il Dow Jones è stato il primo indice ad essere stato quotato alla Borsa di New York. È anche l’indice borsistico più antico sul piano internazionale.

 

Come vengono realizzate le quotazioni del Dow Jones?

Ci occuperemo qui, più nel dettaglio, della composizione e quindi della quotazione dell’indice Dow Jones 30 o DJ30 che è quello che potrete trattare on line attraverso varie piattaforme. Logicamente il DJ30 rappresenta l’attività economica delle 30 società americane più redditizie e più rappresentative dell’attività industriale degli Stati Uniti. 

Troviamo in questa lista di imprese società internazionalmente conosciute quali Google o Coca-Cola.

La quotazione del Dow Jones è un po’ diversa da quella degli altri grandi indici borsistici ed è simile a quella dell’indice giapponese Nikkei

La sua quotazione viene infatti valutata a partire dal valore dei titoli che lo costituiscono e non in funzione della capitalizzazione borsistica delle società che lo compongono.

Il Dow Jones rimane un indice molto seguito dagli investitori anche se l’indice di riferimento del mercato americano è ormai lo S&P 500.

 

Le società quotate sul Dow Jones

Come indica la denominazione DJ30 che troviamo nelle piattaforme di trading e nei diversi comunicati, il Dow Jones dà conto dell’attività delle 30 imprese americane più rappresentative dell’attività industriale degli Stati Uniti. Vi si trovano delle società molto conosciute come Coca-Cola, Intel o Walt Disney

È interessante notare che il calcolo del valore di questo indice differisce dagli altri  indici internazionali. Infatti, come il Nikkei, è uno dei pochi indici ad essere calibrato sui valori delle azioni che lo compongono anziché su quelli della capitalizzazione borsistica delle società che lo compongono. Questa specificità è in realtà un difetto dell’indice americano che ha conservato lo stesso sistema di quotazione dalla sua creazione avvenuta oltre 120 anni fa.

È per questo che il Dow Jones non è più oggi l’indice di riferimento del mercato americano poiché è stato sostituito dal S&P 500.

 

Storico dei valori del Dow Jones

Dalla sua creazione nel 1884, l’indice Dow Jones ha ovviamente conosciuto alti e bassi e sarebbe difficile, se non impossibile, riassumere in qualche riga le sue grandi tendenze. Evidenziamo tuttavia che dopo diversi anni di rialzo, questo valore ha perduto più del 50% della sua quotazione in occasione del crac del 1929.

Il suo record storico al rialzo è stato di 14.000 punti ed è stato raggiunto nel luglio 2007, prima che la crisi gli facesse perdere una parte del suo valore.

 

La composizione dell’indice Dow Jones per settore di attività

Come abbiamo visto in precedenza nella presentazione di questo indice borsistico, il Dow Jones Industrial Average tende a rendere conto della situazione economica degli Stati Uniti il più possibile fedelmente. Per riuscire in ciò, è composto dalle imprese più importanti selezionate in differenti settori di attività. Conoscere il peso di ciascuno di questi settori di attività nella quotazione dell’indice è quindi interessante da diversi punti di vista. Ecco quindi l’attuale ripartizione dell’indice settore per settore:

Ovviamente, la composizione dell’indice e la sua ripartizione settoriale evolvono nel tempo seguendo l’evoluzione dell’economia statunitense.

 

Quali sono le più grandi capitalizzazioni borsistiche rappresentate nell’indice Dow Jones?

Molte delle azioni che fanno parte della composizione del Dow Jones sono accessibili online tramite i CFD ed è interessante conoscere fra queste quelle che hanno le più elevate capitalizzazioni borsistiche. Ecco quindi le più grandi capitalizzazioni di questo indice borsistico:

 

Quali sono state le variazioni storiche più importanti dell’indice Dow Jones a partire dalla sua creazione?

Sapete certamente che è importante analizzare lo storico della quotazione di un indice borsistico come il Dow Jones per essere in grado di prevedere in maniera efficace tutte le sue future tendenze. Ecco quindi alcune date importanti nelle quali sono stati raggiunti dei record storici, sia al rialzo che al ribasso, della quotazione del Dow Jones.

Cominciamo dai record rialzisti raggiunti dal Dow Jones e più in particolare da quelli più forti che siano mai stati registrati. I più grandi rialzi giornalieri, avvenuti quindi in un’unica seduta, di questo attivo si sono verificati il 15 marzo 1933, il più forte con un rialzo del 15,34%, il 6 ottobre 1931, con una variazione del 14,87%, e il 30 ottobre 1929, con un rialzo del 12,34%.

Per quanto riguarda gli anni in cui si sono verificati i più forti rialzi di questo indice borsistico citiamo in particolare il record storico del 1975, con una presa di punti del 38,32%. Si possono inoltre citare il 1995, con un rialzo del 33,45%, e il 1985, con un rialzo del 27,66%

Passiamo ora alle sedute in cui questo indice ha subito i crolli più marcati. Il record di ribasso del Dow Jones è stato registrato il 19 ottobre 1987 con una perdita del 22,61%. Si può anche evidenziare la data del 28 ottobre 1929, con un ribasso del 12,82%, e il giorno successivo, il 29 ottobre 1929, con un calo dell’11,73%.

Gli anni più negativi per quanto riguarda la quotazione del Dow Jones sono in particolare il 2008, con un calo record del 33,84%, il 1977, con un calo del 17,27% e il 2002, con un calo del 16,76%.

Come potete constatare, ci sono delle grandissime differenze tra i record positivi e quelli negativi.

 

Alcuni precauzione per trattare il Dow Jones

Che voi decidiate di speculare sul Dow Jones utilizzando i CFD, dovete essere in grado di cogliere in anticipo i forti movimenti al ribasso o al rialzo di questo mercato. Data la rappresentatività di questo indice in rapporto all’economia americana, bisognerà tenere conto, tra le altre cose, di tutti i dati fondamentali relativi agli Stati Uniti che troverete sul calendario economico.

Parallelamente, è indispensabile realizzare delle analisi tecniche complete perché questo indice reagisce fortemente ai livelli di supporto e di resistenza.

Domande frequenti

Quando e da chi è stato creato l’indice Dow Jones?

L’indice borsistico Dow Jones è stato creato nel 1884. È nato dall’idea di due giornalisti, Charles Dow e Edward Jones che, dopo aver lasciato un’agenzia di stampa finanziaria, hanno creato la società Dow Jones ed hanno cominciato a fare delle stime dei valori industriali dal potenziale più elevato. Inizialmente, sulle 11 società che vi erano quotate 9 erano società ferroviarie a cui si aggiungevano Western Union e Pacific Mail.

Qual è la correlazione tra il Dow Jones e gli altri indici borsistici?

È ormai generalmente noto che i mercati borsistici internazionali e i grandi indici borsistici mondiali sono sempre più dipendenti gli uni dagli altri e che questo fenomeno si è intensificato negli ultimi quindici anni. Di conseguenza, le performance annuali dell’indice statunitense Dow Jones si sono avvicinate a quelle di altri indici internazionali come l’FTSE MIB, il DAX 40 o il CAC 40.

Perché il calcolo del Dow Jones viene considerato imperfetto?

Alcuni analisti ritengono che il calcolo del Dow Jones sia imperfetto perché si tratta di uno dei rari indici, con il Nikkei 225, che viene calcolato sul valore delle azioni che lo compongono invece che sulla capitalizzazione borsistica dei valori stessi. Di conseguenza, anche per il fatto che vi vengono quotate soltanto 30 società, ad oggi l’indice Dow Jones non è più l’indice di riferimento dell’economia statunitense ed è stato sostituito in questo ruolo dall’S&P500.

Il 76.4% dei conti di investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuti se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il Suo denaro.