Trading EUR/GBP e analisi del tasso

Tra gli elementi che influenzano maggiormente l'interesse degli investitori per certe valute in rapporto ad altre e quindi l'evoluzione al rialzo o al ribasso dei cross di valute ci sono ovviamente i tassi di interesse fissati dalle banche centrali.  

Iniziare a fare trading dell'EUR/GBP
Trading EUR/GBP e analisi del tasso
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Le particolarità dell’EUR/GBP

Il cross EUR/GBP è l’ottava coppia di valute più trattata sul Forex ed è quotata con 4 decimali in funzione della domanda e dell’offerta.

Un’altra particolarità di questa coppia di valute è che può essere quotata nelle due direzioni. Potete quindi incontrare presso alcuni broker la parità GBP/EUR.

La parità EUR/GBP, essendo poco volatile, è riconosciuta come un cross di tendenza. Ciò significa che si possono frequentemente osservare su questo cross delle tendenze al rialzo o al ribasso molto lunghe con poche fluttuazioni intermedie. È quindi consigliabile trattare questo valore nel quadro di un trading tradizionale, dei CFD o delle tecniche di Day Trading che sono meno redditizie per via della bassissima volatilità. 

Storicamente il cross EUR/GBP si è evoluto in una banda di fluttuazione compresa tra 0.5673 e 0.9800.

Se la banca centrale collegata all’Euro è già nota, la BCE, bisogna sapere che quella collegata alla Lira Sterlina è la Banca d’Inghilterra e che la sua abbreviazione è BoE. È quindi importante seguire tutte le notizie e le comunicazione di questi due organismi finanziari per valutare le tendenze in corso e quelle a venire sull’EUR/GBP.

 

Quali organismi fissano i tassi dell'EUR/GBP?

Le grandi banche centrali sono gli organismi incaricati di fissare i tassi di interesse delle valute. Per l'euro è ovviamente la Banca Centrale Europea a determinare e far evolvere questo tasso. Per quanto concerne la lira sterlina, il suo tasso d'interesse viene fissato dalla Banca d'Inghilterra, banca centrale della Gran Bretagna.

Questi tassi e le loro evoluzioni vengono pubblicati ogni settimana sul calendario economico.

 

Perché i tassi influenzano il cambio dell'EUR/GBP

I tassi d'interesse delle valute sono senza dubbio gli elementi più influenti sul mercato Forex perché da soli determinano l'attrattiva che una valuta può avere indipendentemente da fattori esterni o dall'evoluzione dei corsi dei cross di cui fa parte. Più il tasso d'interesse di una valuta è alto, infatti, più sono elevati i guadagni quando la si rivende contro un'altra valuta.

É quindi indispensabile confrontare i tassi d'interesse dell'euro e della lira sterlina nel momento in cui prendete posizione e nel momento in cui la chiudete.

 

Quali sono i fattori che influenzano i valori dell’EUR/GBP?

Come per molte parità, l’EUR/GBP è molto sensibile a numerosi fattori esterni. In un primo tempo, gli effetti annuncio sono sicuramente i più impattanti sui valori a breve termine. Per essere sicuri di non lasciarsi sfuggire le comunicazioni importanti, fate attenzione a consultare quotidianamente il calendario economico, soprattutto la mattina tra le 10 e le 11 per le notizie che riguardano le Lira Sterlina e prima delle 14.30 per quello che riguarda l’Euro.

I segnali più importante da seguire sono, nell’ordine, il PIL di ognuna di queste zone, le entrate e le uscite di capitali, le politiche monetarie, l’inflazione e, globalmente, l’insieme degli eventi politici ed economici che possono avere un effetto psicologico sugli investitori e spingerli ad acquistare o a vendere le loro posizioni.

Non dimenticate di tenere conto del tasso di cambio di ognuna di queste valute con le altre grandi monete internazionali. Si sa per esempio che quando l’Euro o la Lira Sterlina perdono valore rispetto al Dollaro americano, ciò favorisce la loro competitività nelle esportazioni e, a medio termine, permette di rilanciare l’economia e quindi di accrescere di nuovo la tendenza al rialzo.

 

L’importanza dei supporti e delle resistenze nell’analisi dell’EUR/GBP

Poiché il cross EUR/GBP è molto poco volatile, i trader che speculano su questo valore tengono molto conto dei fenomeni di supporto e di resistenza osservati nel grafici in tempo reale.

L’analisi tecnica mantiene, dunque, una funzione fondamentale nella deduzione delle prossime tendenze e bisogna tenersi pronti ad agire al momento buono in funzione di queste differenti soglie psicologiche.

Ovviamente l’ideale è di accoppiare le informazioni provenienti dall’analisi fondamentale e quelle provenienti dall’analisi tecnica per avere una visione concreta del mercato.

 

Come trattare l’euro (EUR)

Interessiamoci ora più nel dettaglio ad ognuna di queste due valute scoprendo come analizzarle e trattarle. Per quanto riguarda l’euro, come visto in precedenza si tratta della moneta ufficiale della zona Euro che fa parte dell’Unione Europea. Si tratta inoltre della seconda valuta più trattata al mondo, dopo il dollaro statunitense, con circa il 33,4% di scambi. L’interesse dei trader per l’euro si spiega per l’importanza di questa valuta negli scambi commerciali internazionali.

La quotazione dell’euro è strettamente correlata ai cicli economici mondiali. Quando la crescita mondiale è positiva gli investitori sono più inclini a prendere dei rischi e ciò profitta all’euro mentre quando si verifica una crisi economica mondiale i rischi vengono evitati e l’euro tende a perdere valore. Si può quindi dire che l’euro è un valore a rischio piuttosto che un valore rifugio.

Nel passato, diverse crisi ed eventi hanno fortemente influenzato la quotazione dell’euro, come l’uscita dalla crisi dei subprimes nel 2009 che ha avviato una correlazione positiva tra l’euro e la sterlina durata fino al 2013 e un evento analogo si è verificato per qualche mese nel 2015.

Durante la crisi dei subprimes la quotazione dell’euro si è mantenuta su valori relativamente corretti malgrado una forte avversione al rischio dei mercati e ciò si è verificato per via del contemporaneo crollo del dollaro statunitense. Tuttavia, di solito sono le crisi interne alla zona euro quelle che pesano sulla quotazione di questa valuta.

È stato in particolare il caso nel 2010 con la crisi greca, quando la Grecia era quasi al fallimento e minacciava la zona euro e la sua stabilità. I timori circa l’uscita di questo paese dalla zona generavano dei dubbi presso gli investitori quanto alla durata del modello dell’unione monetaria. Si è allora assistito logicamente ad un forte calo della quotazione dell’euro sul Forex ma, alla fine, la Grecia è stata salvata dal fallimento grazie alla messa in opera di un piano di soccorso che ha permesso alla quotazione dell’euro di stabilizzarsi.

Ma la Grecia non è l’unico paese che ha minacciato la stabilità dell’euro negli ultimi anni e infatti altre nazioni, come l’Italia e il Portogallo, hanno fatto preoccupare i mercati portando alla creazione del fondo Europeo di Stabilità Finanziaria (FESF) destinato ad aiutare i paesi in grave difficoltà. Ma nel 2015, quando la si credeva ormai salva, la Grecia fa ancora parlare di sé con l’arrivo al potere della sinistra radicale che rimette in discussione l’accordo stretto tra il paese e l’Unione Europea dando l’avvio a nuove trattative. Questi nuovi timori portano ad un nuovo crollo dell’euro.

È anche possibile analizzare le variazioni della quotazione dell’euro in funzione dell’economia europea in generale. Vediamo quindi che tra il 2008 e il 2009 la crisi finanziaria della zona euro è al suo massimo e il PIL crolla ma la valuta rimane relativamente stabile. È solo a partire da fine 2009 che l’euro subisce le conseguenze di questa crisi che tuttavia sta finendo con la crescita che registra una ripresa fino al 2011. Dal 2011 al 2013 si assiste ad un nuovo rallentamento dell’economia europea che non ha però delle conseguenze sulla quotazione dell’euro che rimane relativamente stabile. Infine, nel 2013 e fino al 2016, la debole crescita della zona Euro genera una forte volatilità di questa valuta che evolve piuttosto al rialzo. Si può quindi dire che i dati della crescita economica europea non hanno un effetto veramente importante su questa valuta.

In definitiva, per trattare l’euro in maniera efficace è prima di tutto necessario basarsi sulle crisi della zona Euro che spesso portano ad un forte calo della quotazione. Ciò è dovuto al fatto che l’euro è una valuta giovane che non rassicura ancora totalmente i trader sul lungo periodo. L’avversione al rischio è infatti il fattore più influente per quanto riguarda le prese di posizione sull’euro mentre la crescita della zona Euro ha in realtà ben poco effetto.

L’euro somiglia quindi molto alla sterlina (GPB) nel senso che si tratta di una moneta molto volatile e considerata a rischio.

 

Come trattare la lira sterlina (GPB)

Passiamo ora alla maniera di trattare la quotazione della lira sterlina o GPB. La lira sterlina è la valuta ufficiale del Regno Unito nonché la quarta valuta più trattata sul mercato dei cambi con circa il 12% di scambi. L’importanza data alla lira sterlina viene dal fatto che la City è una piazza finanziaria mondiale di primo piano.

Analogamente all’euro, la lira sterlina è particolarmente sensibile all’avversione al rischio e dipende quindi dai cicli economici mondiali. Questa valuta ha quindi tendenza ad apprezzarsi quando l’economia è in buona salute e a calare in caso di crisi.

A seconda del periodo, la quotazione della lira sterlina può mostrare una correlazione positiva o negativa con le altre valute a rischio come l’euro. Si osserva infatti una correlazione positiva tra queste due valute tra il 2010 e il 2013 mentre nel 2008/2009 la lira sterlina è crollata a fronte di un euro che è rimasto stabile. Si può quindi dire che il GPB è più sensibile all’avversione al rischio dell’euro. Per quanto riguarda le fasi di correlazione negativa tra la lira sterlina e l’euro, si possono citare in particolare il 2014 e la fine del 2015 per via di altri fattori che bisogna prendere in conto.

Tra gli altri fattori da prendere in considerazione quando trattate la lira sterlina c’è ovviamente l’economia britannica. La crescita di questo paese è molto variabile con numerosi picchi e quindi una forte volatilità. Nel 2009 il PIL del paese è crollato del 5% a causa della crisi finanziaria prima di riprendere lentamente tra il 2010 e il 2012 ed accelerare la crescita nel 2013 con dei record nel 2014. Se si confrontano questi periodi ai grafici del GPB si può constatare un forte rialzo del suo valore nello stesso momento in cui il valore dell’euro crollava. Si possono quindi facilmente utilizzare i periodi di crisi e di crescita dell’economia britannica come indicatore fondamentale.

Da fine 2015 si osserva tuttavia un forte calo della quotazione del GPB, ovviamente a causa dell’annuncio del referendum sulla Brexit e poi del lancio della procedura di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

È quindi possibile analizzare la lira sterlina servendosi essenzialmente della percezione del livello di rischio da parte degli investitori sui mercati finanziari visto che questa valuta si mostra particolarmente sensibile all’avversione al rischio, in generale con un rialzo del suo corso in caso di forte avversione al rischio e un ribasso in di caso di bassa avversione al rischio. L’avversione al rischio dipende, da parte sua, principalmente dalla crescita economica nel mondo ed è quindi facile da prevedere. Andrà anche seguita con attenzione l’evoluzione della situazione economica del Regno Unito che è sensibile ai cicli economici ed ha anch’essa una forte influenza sulla valuta. Il GPB è considerato come un attivo di crescita ed è quindi molto sensibile a questi dati fondamentali.

In definitiva, una crescita dell’economia britannica in periodo di crisi sarà il miglior segnale di ribasso dell’EUR/GPB mentre una crisi che colpisca tutta l’Unione Europea e la Gran Bretagna sarà piuttosto favorevole a questo cross di valute con una stabilizzazione dell’euro e un ribasso della lira sterlina.

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