Trading: conseguenze a lungo termine della Brexit

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L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, che è stata recentemente confermata dai risultati del referendum che si è tenuto in questo paese, avrà delle conseguenze per i mercati borsistici.  

 

Gli effetti immediati della Brexit sulla Borsa

I mercati borsistici nel loro complesso hanno perso molti punti a partire dall’apertura successiva all’annuncio della Brexit. Si è persino parlato di “Black Friday” per battezzare un venerdì che resterà nella storia dei mercati e degli investitori. Il FTSE MIB, infatti, ha perso oltre il 12% ed anche le altre piazze borsistiche europee hanno subito pesanti perdite.

Questo fenomeno è dovuto al fatto che gli investitori non avevano anticipato la Brexit poiché la percezione generale era piuttosto orientata al successo dei pro UE. La decisione finale degli elettori britannici ha quindi creato una vera e propria ondata di choc sui mercati.

I trader più importanti hanno infatti preferito vendere in massa i propri titoli temendo le conseguenze negative della Brexit sulle finanze dei paesi dell’Unione Europea. Il calo del numero di compratori e l’offerta sempre più elevata di titoli ha quindi creato uno scarto notevole ed un crollo storico dei prezzi.

 

Quali conseguenze a lungo termine per i mercati borsistici?

Si conoscono ormai le conseguenze immediate della Brexit sui mercati finanziari ma rimane più difficile valutarne gli effetti a più lungo termine. Ovviamente, le preoccupazioni che hanno assalito gli investitori toccano anche le banche centrali che cercano attualmente di rassicurare questi ultimi. Così, per limitare i danni, le banche annunciano delle iniezioni massicce di euro e di yen. La Banca d’Inghilterra, da parte sua, si è impegnata a versare 250 miliardi di sterline. Come si sa, nel 2013 le grandi banche centrali mondiali, ovvero la Banca Centrale Europea, la Banca Centrale del Giappone, la Banca d’Inghilterra, la Banca Svizzera, la Banca del Canada e la Federal Reserve statunitense, si sono impegnate ad apportare le liquidità necessarie in caso di importanti turbolenze sui mercati finanziari. La finalità di questi interventi è di garantire la stabilità delle valute.

È ovviamente a lungo termine che si potranno misurare le reali conseguenze della Brexit. È importante non mostrarsi categorici per quanto riguarda il tracollo dei mercati borsistici. Infatti, l’Unione Europea e la Zona Euro, di cui il Regno Unito non faceva già parte, sono e restano delle aree economiche considerate come particolarmente stabili rispetto ad altre grandi aree di investimento.

Non è quindi escludibile che nei prossimi tempi gli investitori internazionali si indirizzino nuovamente verso le grandi piazze borsistiche europee provocando così una ripresa, più o meno significativa, del complesso dei titoli interessati, soprattutto considerando che i loro prezzi sono oggi molto allettanti. Il rapporto rischio/rendimento delle azioni europee resta infatti uno dei migliori al mondo e ciò permetterà ai mercati di riprendersi.

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