Il 2020, un anno orribile per il settore

L'arresto in Cina e l'arrivo della crisi sanitaria in Europa e negli Stati Uniti hanno colpito i gruppi francesi.

Secondo la società di consulenza Bain & Company, il mercato dei beni di lusso è diminuito del 25% nel primo trimestre. L'assenza di turisti cinesi durante il mese di febbraio ha avuto un impatto significativo sull'industria.

La minaccia di una seconda ondata del coronavirus porterebbe a un'ulteriore chiusura di boutique di lusso. Potrebbe anche portare ad un forte calo delle vendite nella seconda metà dell'anno.

John Plassard, specialista in investimenti a Mirabaud, stima che i livelli del 2019 dei gruppi francesi non potranno essere recuperati fino al 2022.

 

La resilienza delle valutazioni dei principali gruppi

Nonostante la situazione di instabilità, i valori dei principali gruppi in borsa sono rimasti su livelli elevati. Hermès lo ha dimostrato raggiungendo il massimo storico il 5 giugno, a 788,20 euro per azione. Per quanto riguarda LVMH e Kering, hanno già cancellato le perdite della crisi.

Nel primo trimestre Hermès ha realizzato un fatturato di 1,51 miliardi di euro, in calo del 7,7% a tassi di cambio costanti. Il segmento pelletteria/pelletteria è diminuito solo del 6% in questo periodo.

Il colosso dei beni di lusso LVMH, dal canto suo, ha registrato un andamento commerciale meno negativo del previsto nel primo trimestre. La società ha registrato un fatturato di 10,6 miliardi di euro, con un calo del 15%. Grazie al settore della moda e della pelletteria, la quotazione delle azioni del gruppo ha praticamente azzerato le perdite da metà marzo e da gennaio ha perso solo l'8% circa.

Nello stesso periodo, Kering mostra un calo quasi analogo del 15,4% del fatturato. Il calo è stato più pronunciato per Gucci, i cui ricavi sono diminuiti del 22,4% su base annua.

 

Cosa pensano gli analisti

Gli analisti hanno commentato le azioni di Hermès, Kering e LVMH. Secondo il Crédit Suisse, il gruppo prevede certamente un calo delle attività, ma è fiducioso nella crescita del fatturato a medio termine. Il broker ha confermato il suo consiglio neutrale riducendo il suo obiettivo di prezzo a 660 euro contro 670 euro dopo le vendite del primo trimestre. Da parte sua, Oddo BHF ha abbassato la sua raccomandazione sullo stock.

Per quanto riguarda l'azione Kering, l'analista JP Morgan ha alzato il suo obiettivo di prezzo da 525 a 610 euro, mantenendo la sua raccomandazione di acquisto. Per quanto riguarda Oddo BHF, è passato da "buy" a "neutro" con un obiettivo di prezzo ridotto da 460 euro a 431 euro.

Per il titolo LVMH, martedì 23 giugno il Crédit Suisse ha alzato il suo obiettivo di prezzo da 360 a 420 euro. Jefferies ha rinnovato la sua raccomandazione di "mantenere" il suo livello, con un obiettivo di prezzo a 12 mesi aumentato del 6% a 380 euro.