Che futuro e che previsioni per il Bitcoin?

Con la fine del 2019, moltissimi investitori sulle cripto-monete si interrogano circa il futuro del Bitcoin che nel corso dell’anno ha subito numerose tendenze contraddittorie. Quali sono le attuai previsioni degli analisti circa il futuro di questo valore? È quanto proponiamo di scoprire ora attraverso alcuni scenari e idee che hanno maggiori probabilità di realizzarsi.  

 

Cosa ne pensano del futuro del Bitcoin i professionisti della finanza?

In considerazione dei differenti sondaggi realizzati presso i professionisti della finanza a fine 2019, sembrerebbe che circa il 50% di questi ritenga che nel corso del 2020 il Bitcoin aumenterà ulteriormente la sua popolarità e potrebbe superare quella dell’indice borsistico statunitense S&P500.  Infatti, una gran parte di questi specialisti ritiene che una moneta digitale globale potrebbe venire alla luce nel 2020 e per i prossimi 10 anni.

La volatilità di questa cripto-moneta osservata sul mercato non sembra infatti porre dei problemi circa l’ottimismo dei professionisti della finanza di cui, sempre secondo i sondaggi realizzati dalle società di analisi, circa la metà continua a pensare che nel corso dei prossimi 12 mesi il Bitcoin rappresenterà la classe di investimento che beneficerà del più elevato tasso di crescita e che la sua crescita supererà perfino quella dell’S&P 500 che rappresenta, ricordiamolo, le 500 più grandi imprese quotate in Borsa negli Stati Uniti.

I professionisti della finanza intervistati vengono da diversi ambienti tra cui banche, società di risparmio e di credito nonché fornitori di servizi finanziari e organismi di regolamentazione. Questi studi hanno anche permesso di mettere in evidenza che una grande maggioranza degli esperti del mondo della finanza, più precisamente il 78%, hanno dichiarato che meno della metà dei loro clienti nel commercio al dettaglio effettuavano delle transazioni con delle società di cripto-monete.

Si nota inoltre che circa il 28% ha dichiarato che dall’1% al 10% dei propri clienti effettua delle transazioni con queste imprese e il 30% ha dichiarato che nessuno dei propri clienti fa questo tipo di transazione. Si nota tuttavia che una parte non trascurabile degli esperti interrogati ha affermato di non sapere se i suoi clienti hanno acquistato delle cripto-monete.

Tutti o quasi ritengono inoltre che entro i prossimi cinque o dieci anni esisterà una moneta digitale mondiale e che questa sarà controllata dagli Stati Uniti o dalla Cina, dato che gli Stati Uniti esercitano già un controllo della moneta fiduciaria della riserva mondiale e che da alcuni anni la Cina è particolarmente implicata nella blockchain. Solo una minoranza del 29.9% ritiene che la moneta digitale mondiale sarà decentralizzata.

 

Il Bitcoin evolverà come una riserva di valore?

Alcuni analisti che si sono interessati alla problematica dell’evoluzione del Bitcoin negli ultimi anni e alle sue possibilità di evoluzione futura, ritengono che questa cripto-moneta è stata soltanto una reazione eccessiva ad una crisi finanziaria e al sistema monetario che ha permesso alla crisi di arrivare. Per questo motivo, attualmente il Bitcoin non funzionerebbe più come un sistema peer to peer pratico ed efficace per il trasferimento di denaro ma evolverebbe a poco a poco in direzione di un valore di riserva analogamente all’oro. In considerazione della scarsa evoluzione osservata è quindi possibile che la sola funzione del Bitcoin da qui a dieci anni sia quella di riserva di valore.

Ciò significherebbe anche che altri progetti potrebbero vedere la luce ed assumere il ruolo di moneta elettronica peer to peer come lo faceva il Bitcoin alle sue origini.

Va anche notato che questo cambiamento di statuto potrebbe permettere alla quotazione del Bitcoin di guadagnare dei punti visto che nel mondo attuale, in preda ad una grande incertezza sia dal punto di vista geopolitico che finanziario, c’è una forte domanda di riserve di valore. Tanto quanto l’oro, il Bitcoin conserva quindi un elevatissimo potenziale di crescita del suo valore nel futuro.

Ricordiamo inoltre che il Bitcoin è stato il primo attivo digitale pubblico e aperto al mondo in assoluto nonché la primissima esperienza efficace con la tecnologia DLT, Distributed Ledger Technology, che si è evoluta in maniera estremamente rapida negli ultimi anni.

 

Due scenari sulla DLT che condizioneranno il futuro della quotazione del Bitcoin

Si sa quindi che la tecnologia DLT è in grado di permettere l’evoluzione della moneta e di garantire la stabilità della politica monetaria e può inoltre permettere di migliorare la produttività economica, la direzione politica, la coesione sociale e molti altri elementi. Questa tecnologia è quindi sul punto di creare una vera e propria rivoluzione nelle elezioni democratiche, di cambiare il mondo del credito e di rivoluzionare i social media. Il potenziale di cui godono le cripto-monete nel cambiamento da apportare al mondo è quindi immenso e ben più grande di quanto non si fosse previsto una decina di anni fa. Ci si può tuttavia chiedere se sarà proprio il Bitcoin o se saranno altre cripto-monete quelle che manterranno le promesse iniziali, cosa che fa circolare qualche dubbio presso gli investitori dato che alcune delle cripto-monete attuali conoscono una vera e propria espansione.

Lo scenario del futuro del Bitcoin dipenderà soprattutto dalla centralizzazione o decentralizzazione della tecnologia DLT.

Il primo scenario prende in considerazione la decentralizzazione della DLT e considera che i grandi registri pubblici e le loro cripto-monete native cominciano a poco a poco a sostituire il sistema monetario classico. I consumatori cominciano quindi a poco a poco a risparmiare, spendere e investire utilizzando delle cripto-monete fra cui il Bitcoin, l’Ethereum o il Litecoin anziché farlo con le valute classiche come il dollaro o l’euro. La parte della popolazione che passa progressivamente dalla moneta fiduciaria emessa dagli Stati alla moneta digitale pubblica cresce notevolmente da alcuni anni. Queste persone sono infatti spinte verso le monete virtuali da diverse applicazioni che sono loro stesse alimentate da cripto-monete libere e aperte. I governi e le istituzioni regolamentate dai governi non hanno nessun controllo su queste attività che sono unicamente gestite dal consenso di ciascuna delle comunità interessate. Sebbene per il momento i governi si mostrino reticenti, cominciano a poco a poco ad accettare questa nuova realtà e ad ammettere di non essere più in grado di controllare il sistema monetario nello stesso modo in cui lo facevano nel passato. Di conseguenza, non cercano più di frenare questa tendenza ma, al contrario, si orientano verso il riconoscimento di queste nuove monete come un qualcosa di pienamente legale. Quindi, a seconda dello scenario, non ci sarà più una moneta in particolare che risulterà vincente ma piuttosto un gruppo relativamente ristretto di cripto-valute che domineranno progressivamente il mercato grazie ad una tecnologia avanzata e di livello superiore nonché grazie alle applicazioni più utili e ad un’accettazione sempre maggiore.

Il secondo scenario probabile è quello di una DLT centralizzata che corrisponderebbe al caso in cui i governi e le imprese delle grandi economie mondiali come Stati Uniti, Cina, Unione Europea e Giappone dovessero aprire la strada all’adozione globale della tecnologia. Dopo aver realizzato che le monete digitali rappresentano delle monete dalle buone prospettive future, si renderebbero infatti conto che la tecnologia DLT è alla base della forma più efficace e pratica di moneta digitale. Tuttavia, in questo caso, anziché creare dei sistemi aperti e decentralizzati, gli Stati si concentrerebbero sui sistemi di moneta digitale imitando il sistema in essere.  Ci troviamo quindi in uno scenario che utilizza la stessa tecnologia ma non la stessa gestione, dato che le nuove forme di moneta resterebbero centralizzate e quindi controllate dalle banche centrali.

Ciò rappresenterebbe anche una sorta di aggiornamento per i dirigenti politici e per i dirigenti di impresa che desiderassero un maggior potere di controllo con dei responsabili governativi e aziendali che avrebbero la possibilità di monitorare e sorvegliare direttamente le transazioni realizzate nel sistema e di bloccare i conti rapidamente in caso di incidente. Da notare inoltre che questo sistema permetterebbe, una volta che diversi tipi di beni siano stati digitalizzati, di confiscare gli attivi di un gruppo preso di mira dal governo in appena qualche secondo. In questo scenario, si parla comunque di tecnologia DLT ma la rete non viene aperta a tutti con un sistema senza autorizzazione. Al contrario, chi desidera aderire al sistema deve preventivamente ottenere l’accordo di una qualche entità, per esempio come in un sistema autorizzato.

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