Quali sono il ruolo e il funzionamento dell’OPEC?

Il ruolo principale dell’OPEC è di regolare la produzione e il prezzo del petrolio coordinando gli sforzi fatti dai suoi paesi membri, in particolare mettendo in atto delle quote di produzione.

Di conseguenza, i membri dell’OPEC partecipano a delle negoziazioni e si accordano sulla quantità di petrolio esportato che influisce direttamente sul prezzo del barile. È noto che le decisioni prese dall’OPEC hanno una grande influenza sulla quotazione del petrolio greggio nel mondo e, di conseguenza, quando questa crolla, per esempio a causa di un calo sensibile della domanda o di un forte incremento degli stock, l’OPEC può decidere, con l’accordo dei suoi membri, di ridurre la produzione giornaliera di barili.

 Il calo di produzione comporta potenzialmente una riduzione della differenza tra domanda e offerta e permette al prezzo del barile di petrolio greggio di recuperare dei punti.

 

Quali sono i paesi membri dell’OPEC?

Ad oggi l’OPEC, Organization of the Petroleum Exporting Countries, conta 14 paesi membri di cui ecco la lista completa:

  • L’Algeria: un membro strategicamente importante dell’organizzazione che è stato il primo paese a nazionalizzare la propria produzione nel 1971.
  • L’Angola: uno dei paesi produttori che hanno mostrato la più elevata crescita negli ultimi dieci anni.
  • Il Gabon: nel 1996 era uscito dall’OPEC per poi reintegrarlo nel 2016.
  • La Libia: ha un forte potenziale di esplorazione e la sua posizione in seno all’OPEC dovrebbe quindi progredire, soprattutto dopo la sospensione delle sanzioni occidentali e a condizione che le contestazioni politiche non pongano problemi.
  • La Nigeria: anche la sua produzione è in crescita grazie ai suoi importanti sviluppi in offshore profondo ma va segnalato che tende a superare regolarmente le sue quote di produzione. La sua industria petrolifera è ancora poco nazionalizzata.
  • La Guinea Equatoriale: è il terzo più grande produttore di petrolio in Africa ed ha integrato l’OPEC nel 2017.
  • La Repubblica del Congo: ha raggiunto l’organizzazione dei paesi esportatori di petrolio nel 2018 per solidarietà e per profittare dei fondi dell’OPEC.
  • L’Ecuador: è entrato a far parte dell’OPEC nel 1973 per uscirne nel 1992. Successivamente è tornato sui suoi passi nonostante la sua piccola produzione rispetto agli altri membri dell’organizzazione.
  • Il Venezuela: ha svolto un ruolo preponderante in seno all’OPEC rendendo l’organizzazione una vera e propria arma politica. Il paese possiede la più grande riserva mondiale di petrolio greggio davanti all’Arabia Saudita.
  • L’Arabia Saudita: è il membro più anziano dell’OPEC e il suo capo storico. Il paese detiene la seconda più grande riserva di petrolio al mondo ed è ad oggi il più grande produttore ed esportatore. Tuttavia, la strategia dell’Arabia Saudita si basa soprattutto sulle sue riserve dato che i suoi giacimenti si stanno esaurendo.
  • Gli Emirati Arabi Uniti: principalmente Abu Dhabi, che è un produttore importante ma tutti i suoi giacimenti principali sono già stati sfruttati da oltre trent’anni.
  • L’Iraq: non è più veramente interessato dalle quote dopo i conflitti che lo hanno colpito ma dispone di riserve che sono tra le più grandi dell’OPEC.
  • L’Iran: è uno dei membri più anziani dell’OPEC ed esprime la propria determinazione nel servirsi del petrolio come di un’arma e di un mezzo di pressione contro gli Stati Uniti. Tuttavia, i giacimenti iraniani sono attualmente in declino.
  • Il Kuwait: ha come particolarità che la maggior parte delle sue riserve è concentrata in un unico giacimento che ha raggiunto il suo picco di produzione e le sue riserve ufficiali sono largamente contestate a causa dei numerosi cambiamenti politici del paese.

 

L’OPEC+ e i suoi membri

Come si è potuto vedere, diversi paesi che fanno parte dei più grandi produttori mondiali di petrolio non fanno parte dei membri dell’OPEC. Si tratti di Russia, Canada, Sudan, Messico, Regno Unito, Norvegia, Stati Uniti e Oman.

Per tentare di rimediare a questo problema, l’OPEC si è associata in maniera più ufficiosa con alcuni paesi produttori in modo da creare una sorta di alleanza chiamata OPEC+.

Questa alleanza dell’OPEC con altri 10 paesi produttori è stata messa in atto nel 2016. Da allora, l’OPEC+ riunisce i paesi dell’OPEC sopraelencati e i seguenti paesi:

  • Russia
  • Messico
  • Kazakistan
  • Azerbaijan
  • Bahrein
  • Brunei
  • Malesia
  • Oman
  • Sudan
  • Sudan del Sud

I paesi membri dell’OPEC+ non sono ovviamente tenuti a rispettare le decisioni prese dall’OPEC, in particolare quelle relative alle quote di produzione ma possono comunque partecipare alle discussioni dell’organizzazione ed avere degli scambi con i loro concorrenti in maniera più diretta a seconda delle condizioni del mercato internazionale. Si constata tuttavia che l’OPEC+ ha permesso, in occasione delle crisi importanti, di risolvere certe liti e di evitare un crollo eccessivo dei prezzi del barile a livello internazionale.

Domande frequenti

Qual è il più grande produttore mondiale di petrolio?

Il paese che attualmente produce maggiormente petrolio al mondo sono gli Stati Uniti con una produzione nell’ordine di 571 milioni di tonnellate l’anno. Da notare che gli Stati Uniti sono al tempo stesso anche il più grande consumatore mondiale di petrolio. Sebbene il paese sia il più grande produttore di petrolio, le sue riserve sono inferiori a quelle di altri paesi produttori, in particolare di quelle dell’Arabia Saudita.

Quando sono state create l’OPEC e l’OPEC+?

L’OPEC, Organization of the Petroleum Exporting Countries, è stata creata nel 1930 a Bagdad per adottare delle politiche comuni sul mercato petrolifero e garantire ai propri membri una certa redditività dei capitali investiti. L’OPEC+ da parte sua è stata creata nel 1996 per integrare nelle discussioni dell’OPEC gli altri grandi paesi produttori di petrolio per armonizzare al massimo le decisioni prese.

Qual è l’impatto delle riunioni dell’OPEC sulla quotazione del petrolio?

Le riunioni organizzate dall’OPEC e dall’OPEC+ risultano molto interessanti per gli investitori perché in occasione di tali incontri vengono spesso decisi i volumi della produzione di petrolio i quali influiscono direttamente sul prezzo del petrolio greggio in quanto definiscono l’offerta di petrolio mondiale. Comparando l’offerta alla domanda si possono prevedere la forza e la volatilità della tendenza che sarà seguita dal prezzo dell’oro nero.

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