I differenti tipi di OPA e la loro definizione

Cominciamo col dedicare qualche istante a capire bene cosa sia un’OPA e in cosa consista esattamente questa operazione. È molto importante precisare che esistono differenti tipi di Offerte Pubbliche di Acquisto ma, in ogni caso, un’OPA consiste nel fatto che un’azienda propone agli azionisti di un’altra società quotata in Borsa di acquistare la totalità dei loro titoli in un arco di tempo limitato e a un prezzo definito.

 L’acquisto viene saldato unicamente in numerario. Perché un’OPA sia accettabile e possa essere effettuata deve prima di tutto essere sottoposta alle autorità di vigilanza dei mercati finanziari. Queste ricevono ogni anno decine di pratiche di OPA.

Si considera che l’OPA è stata lanciata nel momento in cui l’impresa che prende l’iniziativa propone agli azionisti della società mirata di acquistare i loro titoli. Il lanciatore dell’OPA propone un prezzo di acquisto che di solito è superiore al prezzo reale del titolo in Borsa. La differenza tra il prezzo reale del titolo e il prezzo proposto per il suo acquisto nel quadro di un’OPA viene chiamato premio.

Vanno distinti due tipi di OPA, quelle volute e sollecitate dall’impresa target e quelle che non lo sono.

Nel primo caso si parla di OPA amichevole o di OPA sollecitata perché il lanciatore dell’OPA e il suo target si sono accordati preventivamente sull’operazione ed hanno negoziato un accordo.

Nel secondo caso si parla di OPA ostile o di OPA non sollecitata. Ciò significa che l’impresa target rifiuta l’offerta di acquisto e mette in atto una strategia per difendersi cercando di far fallire il tentativo di acquisizione. A tal fine, un’impresa può mettere in opera delle misure di prevenzione in particolare puntando sull’azionariato dei dipendenti o collegando delle partecipazioni incrociate con altre imprese. In questo caso la società viene definita “non opabile”.

 

In che modo è regolamentata un’Offerta Pubblica di Acquisto?

Come accennato in precedenza, l’OPA è un’operazione che deve rispettare un certo numero di regole determinate e verificate dalle autorità di vigilanza dei mercati finanziari il cui obiettivo è, in questo caso, di far rispettare l’uguaglianza di trattamento fra gli azionisti.

Durante il periodo di verifica e di controllo la quotazione dei titoli della società target è sospesa per non rendere caduco il prezzo dell’offerta. La pratica segue quattro tappe distinte e successive.

Per prima cosa viene depositato un progetto di nota informativa che presenta le caratteristiche dell’offerta in maniera esaustiva. L’autorità di vigilanza ha il diritto di richiedere delle modifiche. In seguito, il lanciatore dell’OPA pubblica un comunicato che riprende l’essenziale delle informazioni precedentemente fornite all’autorità di vigilanza e che presenta agli investitori le caratteristiche dell’offerta borsistica indicando il prezzo di acquisto dei titoli, il loro numero e altro. A questo punto la società target rimette all’autorità di vigilanza un progetto di nota informativa e pubblica poi un comunicato che chiarisce la propria posizione in risposta all’offerta.

Infine, l’autorità di vigilanza dei mercati finanziari verifica che l’offerta pubblica sia conforme alle disposizioni legislative e normative applicabili.

 

Che calendario segue una procedura di OPA?

Il calendario dell’OPA dipende in gran parte dalla procedura che viene scelta in seguito al deposito della pratica. Se viene privilegiata la procedura normale, quindi se la società che lancia l’offerta detiene meno del 50% del capitale o dei diritti di voto della società target, l’offerta di acquisto rimane aperta per 25 giornate borsistiche. Durante questo periodo è possibile che il prezzo di acquisto sia oggetto di rilanci o di controfferte con delle ripercussioni positive per gli azionisti.

In caso di procedura semplificata, qualora la società che lancia l’offerta detenga più del 50% del capitale e dei diritti di vendita dell’impresa target, la durata viene ridotta a massimo 10 giornate borsistiche.

Da notare che gli azionisti dell’impresa target possono decidere o meno di apportare all’OPA i loro titoli ma se i titoli non apportati alla fine dell’operazione rappresentano meno del 5% del capitale dell’impresa e dei diritti di voto la società può mettere in atto una procedura di ritiro obbligatorio. In questo caso, un esperto indipendente fissa l’ammontare dell’indennità da versare ai minoritari e, una volta acquisiti, i titoli implicati in questa procedura vengono radiati dalla quota.

 

Vantaggi e svantaggi di un’OPA per gli azionisti

Nella maggior parte dei casi, l’OPA è un’operazione interessante per gli azionisti della società mirata che possono rivendere dei titoli poco liquidi a un prezzo più elevato di quello di mercato ma per quanto riguarda gli azionisti della società che lancia l’OPA l’operazione presenta dei rischi.

Infatti, in caso di sopravvalutazione delle sinergie con la società target la quotazione delle azioni della società lanciatrice può abbassarsi. Tuttavia, in caso contrario esiste un reale potenziale di plusvalore.

Da segnalare inoltre che le società oggetto di OPA ostili possono fare appello a un esperto indipendente che emette un parere circa l’equità dell’offerta.

Domande frequenti

Bisogna prendere posizione su un’OPA?

Può essere interessante prendere posizione sul titolo di una società sulla quale circolano delle voci che lasciano intendere che sarà prossimamente oggetto di un’OPA. Tuttavia, è necessario acquistare dei titoli prima della sospensione della loro quotazione che avviene in seguito al lancio dell’offerta. La strategia deve quindi essere basata principalmente sull’individuazione precoce dell’operazione e bisogna mostrarsi molto reattivi.

È possibile un’OPA con un prezzo per azione inferiore alla quotazione reale?

No! Non è possibile lanciare un’OPA su un’impresa mirata proponendo un prezzo per azione inferiore al prezzo della stessa al momento del deposito della domanda presso l’autorità di vigilanza e il prezzo non può neanche essere equivalente alla quotazione reale. In ogni caso, la società emittente deve proporre un plusvalore o un premio interessante agli azionisti della società oggetto dell’offerta di acquisto.

Che succede se l’autorità di vigilanza rifiuta l‘ammissibilità di un’OPA?

Se un’OPA è oggetto di rigetto da parte dell’autorità di vigilanza dei mercati finanziari per non conformità non per questo è abbandonata. Infatti, qualora l’autorità di vigilanza decida che l’offerta di acquisto non è conforme, la società emettitrice ha la possibilità di rinunciarvi o di fare appello contro la decisione ma può anche decidere di aumentare il prezzo della propria offerta per rendere la pratica ammissibile.

Il 76.4% dei conti di investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuti se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il Suo denaro.