Indice S&P 500: quotazione e grafici

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Sia i broker CFD offrono ormai ai loro utenti la possibilità di trattare su differenti valori borsistici ed in particolare sul mercato degli indici borsistici internazionali. Tra i grandi indici maggiormente seguiti dai privati ritroviamo l’S&P 500 di cui parleremo qui più in dettaglio. Troverete infatti in questa pagina il grafico della quotazione in tempo reale di questo indice ed un’analisi della sua quotazione storica negli ultimi dieci anni, elementi utili a realizzare delle strategie di trading efficaci.  

 

A proposito dell’S&P 500

L’S&P 500, che viene anche chiamato SPX, è un indice borsistico americano. Più precisamente, e come suggerito dal suo nome, dà conto delle 500 più grandi società quotate in Borsa negli Stati Uniti. Il suo nome deriva inoltre da quello della Standard & Poor’s, una delle tre grandi agenzie di rating.

L’indice S&P 500 è stato creato nel 1950 ed è oggi l’indice più rappresentativo del mercato borsistico americano, persino più del Dow Jones. Composto da un gran numero di società, tiene conto della capitalizzazione borsistica di ciascuna di queste aziende.  Del restovi si trova una buona rappresentazione dei più fiorenti settori di attività degli Stati Uniti.

 

Analisi storica della quotazione dell’indice S&P 500

L’analisi grafica degli ultimi dieci anni sulla quotazione dell’S&P 500 è, di per sé, molto interessante perché da sola dà un’immagine dell’economia statunitense nel suo complesso. Dal 2005 si osservano quindi due grandi periodi al rialzo.

La prima tendenza al rialzo ha permesso all’S&P 500 di raggiungere la vetta di 1.557 punti nell’ottobre 2007 dopo oltre due anni di progressione. Successivamente a questo periodo si assiste ad una correzione al ribasso durata quasi due anni e che ha portato la quotazione dell’S&P 500 verso un minimo storico a 683 punti nel marzo 2009.

Dopo questo episodio negativo, l’S&P 500 ha infine nuovamente seguito una forte tendenza al rialzo che continua ancora oggi. La quotazione di questo indice era ad oltre 2.000 punti a inizio 2015.

 

Evoluzione probabile dell’S&P 500

In riferimento ai grafici borsistici sopra presentati in dettaglio, ci sono delle forti probabilità che l’indice S&P 500 continui nella sua corsa al rialzo, condizione che rende opportune delle prese di posizione a lungo termine. Ciononostante bisognerà anche tenere d’occhio una possibile correzione al ribasso anch’essa fortemente probabile.

Dei micromovimenti consentono sia ai trader Forex che a quelli binari di ottenere dei profitti su periodi di trading più corti. In ogni caso, lo stato di salute dell’economia statunitense e le decisioni prese dal governo per garantirla avranno una fortissima influenza sulla quotazione.

 

Le più grandi società che fanno parte dell’indice borsistico S&P 500

Per conoscere meglio l’indice borsistico S&P 500 vi proponiamo ora di saperne un po’ di più circa la sua composizione. Ovviamente, non citeremo qui le 500 aziende che lo compongono ma soltanto le più importanti. Ricordiamo tuttavia che questo indice borsistico comprende tutti i titoli dell’indice borsistico Dow Jones e altri 470 titoli borsistici.

I titoli più conosciuti che fanno parte di questo indice borsistico sono in particolare le azioni Apple, le azioni Oracle, le azioni Bank of America, le azioni Google, le azioni Qualcomm, le azioni Berkshire Hathaway, le azioni Wells Fargo, le azioni Citigroup, le azioni Kraft Foods, le azioni Microsoft, le azioni PepsiCo e le azioni Comcast.

Tra questi titoli, i più importanti sono senza dubbio i titoli Google e Apple che sono delle componenti essenziali dell’indice S&P 500 visto che il loro corso borsistico è troppo importante perché possa essere integrato al Dow Jones. Queste aziende vengono ovviamente fortemente ponderate ma non perturbano l’indice S&P 500 come potrebbero invece fare con il Dow Jones e questo perché l’S&P 500 ha una composizione molto più vasta.

 

I settori di attività rappresentati dall’indice S&P 500 e la loro ripartizione

Sempre con la finalità di conoscere bene l’indice borsistico S&P 500 vi proponiamo ora di saperne di più a proposito dei settori di attività che vi sono rappresentati. A tal fine, abbiamo realizzato una classifica basata sul peso di ciascuno di questi settori dal più al meno rappresentato.

  • Il settore tecnologico è il più rappresentato in questo indice con un peso del 17,73%.
  • Il settore dei servizi finanziari è il secondo per importanza con un peso del 16,71%.
  • In terza posizione si trova il settore della sanità e della medicina con un peso del 12,97%.
  • I prodotti di consumo non essenziali rappresentano da parte loro il 12,18% del peso totale di questo indice.
  • Troviamo poi il settore dell’energia con un peso del 10,51%.
  • I prodotti di consumo corrente rappresentano da parte loro il 10,41% di questo indice.
  • L’industria rappresenta qui il 10,28% del peso totale dell’indice.
  • Il settore dei materiali è rappresentato all’altezza del 3,32%.
  • Il settore dei servizi rappresenta il 3,30% del peso di questo indice borsistico.
  • Infine, il settore delle telecomunicazioni rappresenta da parte sua il 2,58% di questo indice.

Ovviamente, questa ripartizione può evolversi a mano a mano che delle modifiche vengono apportate alla composizione dell’indice borsistico e dovete quindi mantenervi al corrente di tali cambiamenti.

 

Come avvengono l’ingresso e l’uscita di aziende dall’indice S&P 500?

Entriamo ora un po’ più nel dettaglio spiegandovi in che modo le aziende possono essere ammesse nella composizione dell’indice S&P 500. Per entrare in questo indice è ovviamente necessario che la capitalizzazione borsistica di un’azienda faccia parte delle 500 più importanti degli Stati Uniti ma anche altri criteri vengono valutati nel quadro dell’ammissione di aziende nello S&P 500.

Infatti, l’azienda deve avere una capitalizzazione minima di 4 miliardi di dollari nonché una quantità sufficiente di azioni detenute da membri del pubblico. Per quanto riguarda la liquidità, il volume minimo di transazioni è di 250.000 al mese perché un’azienda possa essere valutata.

Un’azienda che entra nell’indice S&P 500 deve essere classificata in maniera chiara in un settore di attività ed essere iscritta e quotata alla Borsa di New York o al NASDAQ da un tempo sufficiente.

Infine, ultima condizione per entrare nella composizione dello S&P 500 è la validità finanziaria dell’azienda. Non a caso, ogni volta che un’azienda fa il suo ingresso in questo indice si constata una crescita della quotazione dei suoi titoli borsistici. Ciò è dovuto al fatto che i responsabili dei fondi indicizzati procedono in genere all’acquisto dei titoli di tale azienda per replicare lo S&P 500. Di conseguenza è interessante servirsi di questa specificità per prendere posizione all’acquisto su dei titoli che fanno il loro ingresso nella composizione di questo indice.

 

In che modo viene calcolata la quotazione dell’indice S&P 500? Come viene ponderato?

Interessiamoci ora al modo in cui l’indice S&P 500 viene ponderato. Il metodo utilizzato per la ponderazione di questo indice non è lo stesso che viene impiegato per l’indice Dow Jones. Con lo S&P 500 il peso delle aziende viene infatti ponderato a partire dalla loro capitalizzazione borsistica generale.

Grazie a questa specificità l’indice borsistico S&P 500 rende meglio conto della dimensione e del valore globale di un’azienda visto che non si limita a prendere in considerazione unicamente il prezzo del singolo titolo. Va anche notato che la tecnica di ponderazione per capitalizzazione di questo indice è una tecnica flottante nel senso che non tiene conto dell’insieme delle azioni disponibili al commercio tra investitori istituzionali e privati. Non tiene quindi assolutamente conto delle azioni detenute dalle aziende stesse o dai governi.

Quanto al calcolo dell’indice S&P 500, viene utilizzato un divisore che viene determinato da Standard & Poor’s. Si tratta di addizionare l’insieme delle capitalizzazioni borsistiche di tutte e 500 le società che lo compongono e di dividerne il risultato per tale divisore.

Ovviamente, il divisore evolve nel corso del tempo. Viene in particolare rivisto al rialzo o al ribasso in funzione di eventi come l’emissione di titoli, le operazioni di fusione, i cambiamenti di composizione dell’indice o gli scambi di titoli. Tale modifica è necessaria per garantire che la quotazione dell’indice non venga modificata da tali eventi.

 

Le cifre chiave relative al valore nel tempo dell’indice borsistico S&P 500

Nel corso degli ultimi decenni la quotazione dello S&P 500 ha conosciuto dei massimi e dei minimi che è interessante conoscere se si intende speculare sul suo corso. Di conseguenza andrà tenuto a mente in particolare che l’indice ha raggiunto il record di 1.552,87 punti nel 2000 giusto prima dell’esplosione della bolla Internet. Appena dopo l’indice ha subito un forte calo con una perdita del 50% del suo valore ed un crollo a 768,63 punti tra il 2001 e il 2002.

Nel corso degli anni 2000 l’indice S&P 500 ha conosciuto un nuovo rialzo dei prezzi con un nuovo record a livello dei 1.561,15 punti ad ottobre 2007. La crisi finanziaria ha in seguito indotto un nuovo ribasso con il minimo più basso da 13 anni a marzo 2009 a livello dei 676,53 punti.

È infine nel 2013 che l’indice S&P 500 conosce un nuovo rialzo di oltre il 25% soprattutto grazie al QE3, una serie di quantitative easings della Fed, e oltre 85 milioni di dollari al mese di acquisti di titoli addossati a dei crediti ipotecari e a dei buoni del Tesoro. A causa di questa politica monetaria il valore in Borsa di questo indice ha avuto una crescita spettacolare. È così che nel 2013 l’indice S&P 500 ha raggiunto il record storico a quota 1.752,52 punti.

 

Qualche consiglio supplementare per speculare efficacemente sulla quotazione dell’indice borsistico S&P 500

Per mettere in opera una strategia di trading efficace sulla quotazione delle azioni S&P 500 dovete preventivamente ricordarvi di alcune semplici regole e conoscere le informazioni più importanti al suo riguardo.

Per prima cosa, sappiate che la maggior parte dei contratti a termine sull’indice S&P 500 sono negoziabili unicamente tra le 22:01 e le 20:14 dal lunedì al venerdì. Dovete quindi concentrarvi su questa finestra oraria per queste analisi.

Da notare inoltre un’altra particolarità: l’indice S&P 500 fluttua per incrementi di 0,25 punti. Dovete quindi regolare i grafici borsistici e la loro periodicità in funzione di questa fluttuazione.

La maggior parte dei broker che permettono di speculare sulla quotazione dello S&P 500 esigono un margine minimo dello 0,5% con un effetto leva nell’ordine di 200:1. Inoltre, il montante minimo di transazione è di 1 indice.

Infine, da notare che la valuta utilizzata per trattare lo S&P 500 è il dollaro statunitense.

Per quanto riguarda le strategie da mettere in opera su questo tipo di indice, potete basarvi in gran parte sull’analisi tecnica su questo valore che viene infatti utilizzata dalla maggioranza degli investitori. Tuttavia, è ovviamente bene seguire da vicino anche l’evoluzione delle capitalizzazioni borsistiche delle società che lo compongono e gli elementi che le influenzano. In tal modo potrete meglio prevedere le variazioni future di ciascuno dei titoli e dell’indice S&P nel suo insieme.

Ricordiamo infine che certi eventi importanti come l’ingresso o l’uscita di una società da questo indice avrà un’influenza importante sulla sua quotazione così come gli eventi che hanno un effetto diretto sulla salute finanziaria dei settori di attività rappresentati da questo indice.

Come investire sull’S&P 500

Se si è interessati dall’investimento sull’indice S&P 500, iscriversi subito ad una piattaforma di trading online è una buona scelta: ci si troveranno tutti gli strumenti per puntare sul rialzo o sul ribasso della sua quotazione.

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