Analisi n. 1

Vanno seguite le operazioni di acquisizioni e di partnership che possono contribuire ad aumentare la crescita della società Exor.

Analisi n. 2

Le operazioni finalizzate a migliorare la penetrazione mondiale di questa azienda sono della massima importanza e possono ingenerare un aumento della redditività del gruppo.

Analisi n. 3

Per quanto riguarda i fattori che possono causare una diminuzione della redditività di Exor, bisogna seguire in particolare la situazione economica dell’Europa e dell’Italia, che suscita molte incertezze sul mercato.

Analisi n. 4

L'aspetto ciclico dei settori in cui opera il gruppo Exor è un fattore da prendere in considerazione nelle analisi di questo valore, tenendo conto delle difficoltà nel prevedere la loro portata e la loro durata.

Analisi n. 5

Bisogna monitorare le variazioni di prezzo dell'energia che hanno un impatto diretto sui mercati mirati da Exor. Lo stesso vale per i prezzi delle materie prime e per la riduzione degli investimenti in infrastrutture.

Il 76.4% dei conti di investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore.

A proposito del gruppo Exor

Il gruppo italiano Exor è specializzato in investimenti a medio e lungo termine su società europee, americane, cinesi ed indiane. Investe principalmente nei settori dell’intrattenimento, della prestazione di servizi immobiliari, della prestazione di servizi finanziari, dell’industria automobilistica, della produzione televisiva e delle prestazioni di servizi professionali.

Exor impiega in totale 50 dipendenti.

 

Storia del gruppo Exor

La storia di Exor ha inizio nel 1927 con la denominazione di Istituto Finanziario Industriale e nel 2009, a seguito della fusione con IFIL Investments, prende la denominazione attuale.

 

Analisi del corso delle azioni Exor

Il corso delle azioni Exor viene attualmente quotato sul Mercato Telematico Azionario di Borsa Italiana ed integra il calcolo dell’indice borsistico FTSE MIB.

L’analisi dei grafici storici di queste azioni mostra prima di tutto una forte propensione al rialzo con diversi movimenti molto volatili nel corso degli ultimi dieci anni. Un primo picco è stato raggiunto nel dicembre del 2010 a quota 24,68€ prima di spiccare nuovamente il volo per raggiungere la quotazione record di 46,21€ a luglio 2015.

 

Andamento del titolo Exor

Le quotazioni del titolo Exor non hanno subito un particolare impatto a seguito della crisi economica del 2008. A partire dal 2009 le azioni Exor hanno registrato un rialzo costante, almeno fino al 2015, che ha visto il titolo superare la quota di 45 euro per azione.

Per gli azionisti, nel corso degli anni, i dividendi hanno oscillato tra gli 0,31 euro e gli 0,41 euro con una media di 0,35 euro per azione. Il pagamento sistematico dei dividendi è un dato che mette in evidenza la solidità economica del gruppo Exor e rende il titolo interessante per l’investimento sul lungo periodo.

L’esercizio 2016 si è chiuso per la holding italiana Exor NV, con sede in Olanda, con un utile consolidato pari a 588 milioni di euro, in forte calo rispetto ai 744 milioni dell’anno precedente. Il dividendo rimane comunque invariato, rispetto al 2015, a 0,35 euro.

La posizione finanziaria netta per il 2016 della holding controllata dalla famiglia Agnelli-Elkann è negativa di 3,4 miliardi di euro, un risultato in contrasto con l’attivo dell’anno precedente pari a 1,3 miliardi di euro. Un dato negativo derivante dai debiti per l’acquisizione della società americana Partner Re.

Il Net Asset Value (NAV) nel corso dell’anno è cresciuto del 9,6% a 14,64 miliardi di dollari, superando il benchmark di riferimento (l’indice MSCI World). Il risultato relativo al NAV è stato positivamente influenzato dalle ottime performance dei titoli CNH industrial, FCA e Ferrari.

La quota di competenza Exor sui profitti delle partecipate (di cui le principali sono Fiat Chrysler Automobiles, Ferrari, Cnh Industrial e Partner Re) è salita a 885 milioni di euro contro i 204 milioni dell’anno precedente. Nello specifico la quota è così distribuita: 531 milioni di euro da FCA, 167 milioni di euro da Partner Re e 93 milioni di euro dalla Ferrari.

La diffusione dei conti finanziari per il 2016 ha avuto un impatto negativo sul mercato. La quotazione del titolo Exor ha subito un forte ribasso. Gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno fissato un rating sul titolo “reduce”, portando il prezzo obiettivo a 44 euro, rispetto ai 46,09 euro attuali.

La pesante discesa del titolo Exor arriva in seguito alla diffusione dei risultati dell’esercizio 2016. Gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno inoltre rivisto al ribasso il rating sul titolo portandolo a “reduce” con un target price in calo a 44 euro rispetto ai 46,09 euro delle attuali quotazioni.

Per il 2017 si punta anche all’editoria e, dopo la cessione della quota RCS, c’è un orientamento verso Gedi, società nata dalla fusione tra Itedi e Gruppo L’Espresso. Secondo il management di Exor, la società nascente Gedi avrà ricavi per 700 milioni di euro. Exor inoltre controlla, sempre nel settore editoria, il gruppo del settimanale britannico «The Economist». Per l’intero comparto si punta ai profitti delle inserzioni pubblicitarie.

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