Che capitale ci vuole per iniziare ad operare in Borsa?

Una delle maggiori preoccupazioni dei privati che desiderano investire in Borsa per la prima volta riguarda il budget da assegnare a questo investimento. Dare una risposta a questa preoccupazione è essenziale, visto che si tratta di una decisione da non prendere alla leggera. Bisogna inoltre tenere conto di diversi criteri, come le spese di commissione, per avere una visione chiara delle possibilità offerte dal nostro capitale.  

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Che capitale ci vuole per iniziare ad operare in Borsa?
I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 80.6% dei conti degli investitori retail perde denaro negoziando CFD con questo fornitore. È necessario sapere come funzionano i CFD e se ci si può permettere di perdere i propri soldi.
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Capitale piccolo o grande?

Si considera evidente che il rendimento futuro dei vostri investimenti in Borsa dipenda in gran parte dalla somma che vi dedicherete in partenza. I depositi troppo piccoli possono impedire di realizzare delle operazioni redditizie. In effetti, sebbene non ci sia una somma massima da consigliare, è invece fortemente consigliato cominciare con un deposito iniziale sufficiente. Ciò è dovuto al fatto che i piccoli capitali si possono perdere più rapidamente, in caso di periodi di crisi sui mercati, e che, senza altri fondi per recuperare la somma perduta, la carriera di speculatore dell’azionista si chiude di netto.

Senza contare che è necessario tenere conto delle spese di commissione, obbligatorie e fatturate da tutti gli intermediari.

 

Tenere conto delle spese di commissione

Ogni volta che vengono passati degli ordini di Borsa da parte di investitori privati, l’intermediario, che sia la banca o il broker, guadagna fatturando delle spese di commissione. Queste spese vanno generalmente dallo 0.50% al 4% dell’ammontare della transazione con un minimo di 10€. Si noti che il fatto di acquistare e poi rivendere un titolo corrisponde ad effettuare due operazioni, ognuna gravata della stessa percentuale.

Per i piccoli investimenti, è necessario guadagnare una percentuale significativa per colmare la perdita realizzata a causa delle spese di commissione. Per gli investimenti maggiori, le spese di commissione sono quindi più suscettibili di compensare queste spese lasciando un margine di guadagno adeguato.

 

Quale somma è consigliabile investire per esordire in Borsa?

Generalmente i trader professionisti consigliano ai principianti di non investire meno di 2.000 € per cominciare ad operare in Borsa.

Questa somma è in effetti il minimo indispensabile per prendere posizione su qualche attivo.

Tuttavia non permette di diversificare in maniera omogenea un portafogli borsistico. È quindi necessario fare ricorso ad un effetto leva più forte e, quindi, più rischioso.

Per mettere tutte le possibilità dalla vostra parte diversificando al meglio il vostro portafogli di investimento, è preferibile investire tra i 5.000 e i 7.000 €, se non 10.000 € se desiderate realizzare degli investimenti su diverse piazze borsistiche internazionali.

Ovviamente, se non disponete di una tale somma, non dovete soprattutto mai indebitarvi o utilizzare del denaro di cui avete bisogno per trattare in Borsa. Uno dei mezzi per ottenere dei profitti con piccole somme è l’acquisto di OICVM azionari. Grazie a questo metodo potrete diversificare i vostri investimenti sottoscrivendo un solo ed unico prodotto di investimento. Ovviamente il rendimento di questo tipo di prodotto non è così significativo come nel quadro di investimenti diversificati ai quali avreste accesso con un capitale di partenza superiore.

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I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 80.6% dei conti degli investitori retail perde denaro negoziando CFD con questo fornitore. È necessario sapere come funzionano i CFD e se ci si può permettere di perdere i propri soldi.