Un settore che se la cava meglio degli altri

Osservando con attenzione l’evoluzione delle grandi piazze finanziarie nel corso degli ultimi anni, si può rapidamente constatare che alla Borsa di Parigi sono i valori del settore del lusso quelli che hanno apportato la maggioranza delle tendenze positive. Tra le imprese che tirano questa Borsa verso l’alto troviamo ovviamente il gruppo LVMH, l’Oréal, Kering e Hérmes.

Va infatti ricordato che LVMH è attualmente il leader di questo settore ed è perfino diventato la più grande capitalizzazione borsistica dell’indice CAC 40.

Rispetto agli altri settori, il settore del lusso sembra quindi resistere brillantemente alle incertezze dei mercati borsistici. Sembrerebbe infatti che il settore del lusso profitti di un motore di performance strutturale duraturo analogamente ai settori vicini quali alcolici e cosmetici. Ciò è ovviamente dovuto al forte aumento delle classi medie nei paesi emergenti.

Va infatti notato che 25 milioni di cinesi raggiungono ogni anno la categoria che è in grado di consumare prodotti di lusso. Si può quindi immaginare che il settore del lusso sia in realtà all’inizio della sua fase di espansione grazie allo sviluppo di questi paesi che gli offre un potenziale di crescita particolarmente importante e duraturo. Effettivamente, lo sviluppo delle classi medie nei paesi emergenti ha diverse conseguenze positive per questo settore. Da una parte, il fatto che sempre più famiglie possano permettersi dei prodotti di lusso che in precedenza gli risultavano inaccessibili creerà un forte effetto di massa. Dall’altra, questo miglioramento della scala sociale provocherà nei consumatori un desiderio di distinguersi e di personalizzarsi acquistando dei prodotti rari e al di fuori del mercato di massa quindi soprattutto nel settore del lusso.

 

Un settore nel quale l’aumento dei prezzi è interessante da un punto di vista strategico

Come abbiamo visto, il settore del lusso profitta attualmente dello sviluppo di alcuni mercati emergenti ma un altro aspetto interessante per queste aziende è la strategia dei prezzi che applicano. Queste aziende possono infatti aumentare i loro prezzi senza che ciò influisca realmente sul loro fatturato o, a volte, perfino aumentandolo. Si constata infatti che in questo settore l’influenza di un aumento dei prezzi sulla domanda è particolarmente basso e può perfino provocare un effetto positivo. Questi dati sono quindi un ulteriore importante fattore di crescita per le imprese del settore che risultano in tal modo protette dalle inopportune incertezze di congiuntura.

Sebbene ci si attenda un calo della crescita della Cina dell’ordine del 6%, in definitiva ciò non pesa molto sulla domanda dei prodotti di lusso dato che la dimensione della classe media cinese dovrebbe raddoppiarsi in 5 anni portandosi potenzialmente a 300 milioni di persone.

È per questo motivo che, per profittare pienamente di questo ambiente economico particolarmente favorevole, i grandi attori del settore del lusso applicano una politica di pricing power consistente nell’imporre le proprie tariffe in maniera stabile e facendo in modo che i loro marchi rimangano oggetto di desiderio. Non è in discussione il fatto di operare sui volumi perché ciò li farebbe ricadere nel segmento di gamma intermedia creando una deflazione e un effetto negativo sulla redditività di queste società.

 

Le più popolari azioni delle imprese del settore del lusso

Come abbiamo visto, la maggior parte delle imprese del settore del lusso profitta attualmente di un ambiente favorevole ma alcune ne profittano più di altre. Si tratta ovviamente delle grandi aziende del settore come LVMH, Kering e Richemont le cui attività sono più diversificate rispetto ad altre imprese analoghe o monomarca e possono valorizzare i propri attivi più strategici grazie al vasto portafoglio di marchi.

Un portafoglio di marchi notevolmente diversificato come quello del gruppo francese LVMH permette infatti un forte effetto pricing power che produce un margine operativo prima degli ammortamenti più elevato rispetto al fatturato globale. Questo dato, EBITDA, è uno degli elementi da privilegiare per gli investitori che desiderino investire su questo valore.

Questi gruppi profittano infatti di diversi innegabili vantaggi rispetto ai loro concorrenti fra cui un potere di attacco finanziario che gli permette di creare costantemente nuovi valori integrando nel proprio portafoglio nuovi marchi dal potenziale elevato, soprattutto tramite delle acquisizioni strategiche. Inoltre, queste aziende profittano di un’esperienza notevole e di lunga data nel settore del marketing il che le rende più efficaci nel posizionare questi marchi nel loro mercato e nel profittare di periodi di crescita sostenuta oppure nel rilanciare dei marchi in fase di stallo. Va anche notato che la profondità delle gamme di queste aziende e le loro numerose referenze gli permettono di gestire in maniera attiva ed efficace i loro portafogli di marchi facendoli ruotare in maniera dinamica a seconda della situazione e dell’evoluzione del mercato rispondendo così a diversi segmenti dai cicli differenti.

Molti trader scelgono di privilegiare le azioni di questi gruppi maggiormente diversificati per via della loro grande capacità di valorizzarsi e di gestire attivamente il loro potere nel fissare i prezzi che gli permette di avere una grande forza d’urto che non può essere eguagliata dalle imprese del mercato intermedio. Questi gruppi hanno infatti tutte le probabilità di continuare a resistere alle incertezze dei mercati finanziari e uscire dalle crisi economiche attuali mantenendo una redditività interessante ed un forte potenziale di crescita ma, ovviamente, prima di prendere posizione ci sono altri fattori da analizzare.

Il 76.4% dei conti di investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuti se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il Suo denaro.