Comprare azioni UBI Banca (Unione di Banche Italiane)

Valutazione: 4.09 23 voti
 

Nel portafoglio dei vostri investimenti borsistici, le azioni del gruppo UBI Banca possono rappresentare un’ottima soluzione di diversificazione. Maprima di speculare su questo titolo, quotato nell'indice FTSE MIB della Borsa di Milano e negli indici europei FTSE4Good Global e FTSE4Good Europe, vi invitiamo a scoprire più in dettaglio la sua attività e alcuni dati che vi consentiranno di valutare oculatamente la sua quotazione per acquistare online le azioni del gruppo traendone profitto.  

 

A proposito del gruppo UBI Banca

Il gruppo UBI Banca, il cui acronimo sta a significare Unione di Banche Italiane, è il gruppo bancario italiano nato dalla fusione tra Banche Popolari Unite e Banca Lombarda, avvenuta nel 2007. La sede principale del gruppo UBI Banca è a Bergamo, dal 12 ottobre 2015 iil gruppo è registrato presso il Registro delle Imprese di Bergamo come UBI Banca SpA. Oggi il gruppo opera anche a livello internazionale ed è focalizzato principalmente sulla clientela retail: famiglie e piccole e medie imprese.

 

I principali concorrenti di UBI Banca

UBI Banca gode di un posizionamento molto interessante sul mercato bancario italiano visto che fa parte delle banche più importanti del paese sia in termini di attivi che di clienti e di capitalizzazione borsistica.

Ovviamente, per conoscere meglio le azioni di Borsa UBI Banca, dovete anche conoscere e seguire da vicino i suoi principali concorrenti. Tra questi troviamo ovviamente il gruppo Unicredit, Intesa Sanpaolo e BPER che occupano i primi posti nonché altre banche come Banco BPM e Mediobanca che, sebbene non siano altrettanto ben posizionate, rappresentano comunque una minaccia di cui bisogna tenere conto.

 

Storia del gruppo UBI Banca

La storia del gruppo UBI Banca affonda le sue radici in isituti bancari che hanno origini nel secolo scorso e che hanno da sempre supportato lo sviluppo delle economie locali in tutta Italia.

Il gruppo UBI Banca nasce nel 2007 dalla fusione dI Banche Popolari Unite e il Gruppo Banca Lombarda e Piemontese. Il Gruppo Banche Popolari Unite era a sua volta nato nel 2003 dalla fusione di Banca Popolare di Bergamo e Banca Popolare Commercio e Industria, banche storiche nell’ambito finanziario italiano. Il Gruppo Banca Lombarda e Piemomentese ha origine invece nel 1998, nel 1999 l’attività bancaria viesce spostata sul Banco di Brescia e nel 2000 il gruppo assume il nome di Banca Lombarda e Piemontese. Fino alla fusione in UBI Banca del 2007.

La crescita finanziaria ha comportato, nel 2015, la trasformazione in UBI Banca in SpA per via del decreto ministeriale che obbliga a tale passo le banche popolari che superano la soglia di 8 miliardi di attivo.

Forte di questa storia, oggi il gruppo UBI Banca ha sedi in molte regioni d’Italia, con oltre 1500 filiali e un portfolio clienti pari a quattro milioni di clienti. Il gruppo è presente anche in altri Paesi, operando con la business unit UBI World. All’estero il gruppo offre sostegno alle imprese italiane e a tutti i clienti italiani che hanno necessità di operare sui mercati esteri. Le filiali e gli uffici di rappresentanza del gruppo UBI sono presenti a: Antibes, Casablanca, Cracovia, Dubai, Hong Kong, Madrid, Monaco, Mosca, Mumbai, Nizza, New York, Shangai, San Paolo…

Il nome UBI Banca d’altronde ha una valenza direttamente correlata alla presenza nel Mondo, UBI infatti in latino significa “ovunque”.

UBI Banca opera secondo un modello federale, in base al quale l’azienda capogruppo accentra tutte le funzioni di gestione e controllo. Il modello di governance è garantito da due principali organi: il consiglio di sorveglianza e il consiglio di gestione. L’assemblea degli azionisti nomina il consiglio di sorveglianza che elegge il consiglio di gestione.

Dal 2017 del gruppo UBI Banca fanno parte anche Banca Marche, Banca Popolare Etruria e CariChieti. L’area di attività è suddivisa in macroaree territoriali: Bergamo e Lombardia Ovest; Brescia e Nord Est; Milano ed Emilia Romagna; Nord Ovest; Centro-Sud.

 

Del gruppo UBI Banca fanno inoltre parte:

Prestitalia: di cui UBI Banca ha acquisito interamente il capitale sociale nel 2010. IWBank Private Investments è invece la sezione di banca online specializzata in investimenti per individui e famiglie, in termini di: consulenza sugli investimenti, trading e online banking e pianificazione finanziaria.

Nel 2016 il gruppo IWBank si è contraddistinto per quantità di volumi scambiati sul mercato MTA della Borsa Italiana.

 

Analisi del corso delle azioni UBI Banca

L’anticipazione delle spese per l’operatività del piano indutriale triennale ha fatto uscire dalla cassa di UBI Banca 850 milioni di euro. Una spesa che ha inciso sulla chiusura di bilancio dell’esercizio 2016, che ha registrato infatti una perdita di 830,2 milioni di euro, a differenza del 2015 in cui il bilancio si chiuse con un utile di 116,8 milioni di euro.

Senza le spese straordinarie dedicate al piano industriale, il bilancio avrebbe visto un utile pari a 111,6 milioni di euro, comunque in perdita rispetto al 2015.

Il risultato operativo ha subito una contrazione di 7,5 punti percentuali, attestandosi a 3,1 miliardi di euro.

Il consiglio di ammistrazione del gruppo UBI Banca ha comunque approvato una distribuzione del divididendo pari a 0,11 euro per azione, in linea con quando distribuito lo scorso anno.

L’anticipazione delle spese per il piano industriale hanno rappresentato un rallentamento pe il 2016, ma il management del gruppo UBI Banca ha previsto per il 2017 un netto miglioramento rispetto all’anno precedente. Chiusa l’operazione “banca unica” che unificato il gruppo UBI Banca, l’obiettivo è quello di una rapida crescita, una stima basata su margine di interesse, commissioni in rialzo e la spinta di una nuova importante riduzione del costo del credito. Un piano strategico per la razionalizzazione dei costi ha visto una riduzione del personale di 500 unità e l’avvio di un contratto di solidarietà per 1.250 risorse. I dati sembrano confermare le stime del management, infatti i primi sei mesi del 2017 hanno visto la repentina crescita del gruppo UBI Banca. I risultati operativi sono cresciuti di 2,4 punti percentuali, attestandosi a 1,63 miliardi di euro. Gli oneri operativi invece sono scesi dell’1,6% e sono pari a 1,02 miliardi di euro.

Nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2017 sono diminuite le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti, passando dai 1,2 miliardi di euro del 2016 ai 287 milioni del primo semestre 2017. I dati di sintesi dei primi sei mesi del 2017 vedono dunque per il gruppo UBI Banca un utile netto pari a 696 milioni di euro. A chiusura del semestre, in data 30 giugno 2017, i prestiti nei confronti della clientela ammontano a 94,2 miliardi di euro, registrando complessivamente una crescita dello 0,5% in relazione ai 93,8 miliardi di euro registrati alla fine dell’anno 2016. Nel dettaglio i crediti in bonis maturati nei confronti dei clienti ammontavano, al 30 giugno 2017, a 85,8 miliardi di euro, in aumento di 1,5 punti percentuali rispetto al 31 dicembre 2016.

L’ambizioso progetto di una banca unica che ha visto l’incorporazione di sette banche nel gruppo UBI Banca, procede con la recente approvazione, da parte del Consiglio di Sorveglianza del gruppo, della nuova fusione per incorprazione di altre banche già controllate direttamente o indirettamente dal gruppo: Banca Adriatica (Nuova Banca delle Marche), Banca Tirrenica ( Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio), Banca Teatina (Nuova Cassa di Risparmio di Chieti), CARILO-Cassa di Risparmio di Loreto e Banca Federico del Vecchio.

Secondo le linee guida del piano industriale presentato da UBI Banca, a seguito dell’incoprorazione delle altre banche, tutti gli istitui bancari cesseranno di utilizzare i marchi a livello di singola necessità, procedendo all’impairment del valore residuo iscritto a bilancio. Si porterà dunque a compimento il passaggio dal modello federale alla Banca Unica, mantenendo però la forte vocazione a livello locale.

 

Vantaggi e punti di forza delle azioni UBI Banca come attivo di Borsa

Se come molti altri investitori in Borsa volete acquistare delle azioni UBI Banca o trattare al rialzo e a lungo termine sulla quotazione di questo valore tramite i CFD, dovete ovviamente assicurarvi delle possibilità di rialzo del corso di questo titolo. Per farlo è indispensabile passare in rivista i differenti punti forti e deboli di questo valore e, quindi, le forze e le debolezze di questa azienda. Studiando la capacità di questo gruppo di mantenere o incrementare la propria redditività nei prossimi anni potrete meglio determinare se il suo titolo evolverà positivamente o meno. Ecco quindi un riepilogo dei principali vantaggi e punti forti del gruppo UBI Banca.

Per prima cosa, ricordiamo qui che il gruppo bancario UBI Banca gode di un interessante posizionamento a livello nazionale nel suo settore di attività. Questa banca fa infatti attualmente parte dei cinque primi gruppi bancari italiani in termini di capitalizzazione borsistica nonché in termini di numero di agenzie bancarie sul territorio. Di conseguenza, se siete alla ricerca di azioni del settore bancario, fa parte dei titoli italiani da privilegiare.

UBI Banca è infatti una banca che si rivolge più in particolare ai privati e che, per sviluppare al massimo le proprie attività, può contare su una assai vasta rete di succursali un po’ dappertutto in Italia. In totale si contano 1.900 agenzie e una presenza basata in tutte le regioni.

Un altro vantaggio della banca UBI Banca riguarda la provenienza dei suoi introiti in termini di tipo di attività. Sono le attività di retail bank quelle che generano attualmente il grosso del volume d’affari di questo gruppo con in totale oltre i tre quarti degli introiti globali. È noto che questo settore è uno dei più redditizi per le aziende del settore bancario.

Per garantirsi degli introiti e delle fonti di utili UBI Banca può inoltre fare affidamento su una numerosissima clientela. Nel 2018, infatti, UBI Banca dispone di oltre 4 milioni di clienti al suo attivo, per la maggior parte con depositi. È quindi facile per l’istituto giocare sulla fidelizzazione della clientela esistente senza dover fare troppi sforzi per reclutarne di nuova.

Per la qualità dei propri servizi e per rassicurare i clienti il gruppo può anche contare sulla sua forza lavoro. Al momento attuale questa banca impiega oltre 9.000 dipendenti di cui oltre 1.000 consulenti finanziari altamente qualificati.

 

Svantaggi e punti deboli delle azioni UBI Banca come attivo di Borsa

Come abbiamo visto molti argomenti vanno a favore del mantenimento nel tempo del gruppo bancario italiano UBI Banca e possono quindi spingere verso una presa di posizione all’acquisto su questo titolo ma, prima di fare questa scelta strategica, dovete anche prendere conoscenza dei differenti difetti di questo valore e quindi degli elementi che potrebbero influenzarne l’evoluzione al ribasso o rallentare la sua tendenza rialzista. È quanto vi proponiamo ora con un richiamo alle varie debolezze di questo gruppo.

Prima di tutto, se da una parte UBI Banca profitta di un forte posizionamento in Italia, dall’altra va notato che incontra qualche difficoltà nel penetrare il mercato europeo e quello internazionale. Si tratta quindi essenzialmente di un gruppo bancario regionale ed è quindi molto più esposto ai rischi geo economici rispetto ai suoi concorrenti che sono riusciti ad espandersi al di fuori del territorio nazionale. Va da sé, infatti, che in caso di ritorno in forza della crisi economica o della crisi del debito pubblico in Italia questa banca sarà una delle prime a subirne le conseguenze e le sue azioni in Borsa faranno sicuramente parte dei titoli più penalizzati del mercato.

Per quanto riguarda i risultati dettagliati pubblicati dal gruppo bancario nel corso degli ultimi anni si nota inoltre che i conti mostrano un forte aumento delle spese di gestione. L’aumento dei costi può rivelarsi un forte handicap nei confronti della concorrenza del settore che è sempre più forte con una politica dei prezzi aggressiva, soprattutto per quanto riguarda le grandi banche europee.

Come potete constatare, sebbene i difetti di questa azienda siano pochi possono comunque avere delle conseguenze significative sulla quotazione delle azioni borsistiche di UBI Banca perché le sfide che le si presentano possono avere degli effetti particolarmente marcati sui suoi risultati presenti e futuri. Bisogna quindi seguire con attenzione questi due punti essenziali e tenerne conto al momento dell’elaborazione delle strategie di investimento.

 

Come realizzare una buona analisi fondamentale della quotazione delle azioni UBI Banca

Entriamo ora un po’ più nel vivo del soggetto cercando di capire come mettere in opera una buona analisi fondamentale della quotazione delle azioni UBI Banca. L’analisi fondamentale è infatti un elemento essenziale di qualunque buona strategia di trading e deve quindi essere realizzata a regola d’arte. In termini generali si consiglia, nel quadro di un’analisi fondamentale, di prendere in considerazione elementi che potrebbero avere un’influenza positiva o negativa sulla percezione dei trader e, quindi, sull’evoluzione delle tendenze. Ecco quindi un riepilogo delle opportunità di sviluppo che UBI Banca potrebbe cogliere e delle minacce che dovrà affrontare negli anni a venire.

Cominciamo questa analisi con le opportunità che UBI Banca potrebbe cogliere e che potrebbero permettergli di aumentare la propria redditività e, quindi, l’interesse degli investitori.

Per prima cosa, è molto probabile che il gruppo UBI Banca cominci ad orientare le proprie attività verso il finanziamento di un settore come quello agricolo, considerato prioritario in Italia . Questo cambiamento di indirizzo dei servizi bancari potrebbe garantirgli maggiori introiti negli anni a venire e quindi una certa ripresa dell’attività.

Analogamente, oltre a riorientarsi verso il finanziamento del settore agricolo, UBI Banca potrebbe rapidamente indirizzarsi verso più attività di finanziamento nel settore dell’industria ma su più piccola scala. In tal modo troverebbe un ulteriore sostegno alla sua attività sul lungo termine.

Sempre per quanto riguarda le opportunità di sviluppo del gruppo UBI Banca, questi sembra specializzarsi nel settore della consulenza nell’ambito delle imposte, servizio che potrebbe rappresentare un’ulteriore possibilità di incrementare i benefici tramite una miglior diversificazione.

Interessiamoci ora alle eventuali minacce che potrebbero interferire con le possibilità di sviluppo e rappresentare un forte freno alla crescita di questa banca. Ecco gli elementi negativi da seguire prioritariamente.

Prima di tutto, come senz’altro saprete, il settore bancario europeo continua a soffrire delle ripercussioni della crisi della zona euro. Lo stesso vale quindi per il gruppo UBI Banca che cerca ancora di riassestarsi da questa situazione penalizzante da un punto di vista regolamentare. Bisognerà attendere ancora qualche anno prima che questa situazione venga risolta.

Si sa anche che la situazione economica in Italia non è delle più ottimistiche con un debito pubblico che supera il 100% del PIL del paese. Questa specificità è penalizzante in particolare per le banche essendo queste limitate nelle loro possibilità di concessione di crediti.

Abbiamo sottolineato in precedenza tra i vantaggi di questa banca l’importanza delle sue numerose succursali un po’ dappertutto nel paese. Va tuttavia notato che sfortunatamente nel corso degli ultimi anni oltre il 5% di queste sono state chiuse, in particolare negli ultimi cinque anni. Queste chiusure vanno interpretate come un segno che la banca UBI Banca incontra qualche problema di redditività che la obbligano a chiudere alcune delle sue agenzie in cui non riesce più a raggiungere i propri obiettivi.

Si sa inoltre che il settore dei prestiti alle imprese è attualmente in decrescita, cosa che causa ovviamente dei problemi a UBI Banca che genera una parte importante del proprio volume d’affari grazie a questi prodotti finanziari.

Come potete constatare, non è semplice sapere con precisione come si svilupperà il futuro della banca UBI Banca. È infatti necessario, prima di ogni presa di posizione, studiare l’insieme dei fattori influenti per cogliere meglio la situazione globale in cui si trova questo gruppo bancario. Tuttavia, oltre ad interpretare i segnali ottenuti tramite l’analisi fondamentale, vi raccomandiamo vivamente di confrontarli anche con i segnali forniti da una buona analisi tecnica per avere le massime probabilità di fare delle previsioni vicine alla realtà sulla futura tendenza di queste azioni.

 

Previsioni sull’evoluzione del titolo UBI Banca

Alla base delle previsioni di crescita per il gruppo UBI Banca c’è un dettagliato piano industriale che sancisce i parametri fondamentali su cui il gruppo punta da qui alla fine del 2020. Secondo il documento in capo al management del gruppo, UBI Banca dovrebbe raggiungere entro l’anno 2020 proventi operativi compresi tra 3,4 miliardi e 3,8 miliardi di euro. A questo ambizioso obiettivo finanziario si affianca anche quello di una notevole riduzione del costo del credito, grazie alla diminuzione dei flussi dei crediti deteriorati e una semplificazione e ottimizzazione delle risorse.

In programma c’è inoltre una nuova strategia per i diversi segmenti di clientela, anche se tutte le strategie du business seguono un andamento abbastanza prudente visto l’esigua crescita complessiva del PIL in Italia. Si punterà con maggiore determinazione ai prodotti di previdenza e fondi pensionistici.

Per una strategia mirata sui clienti sarà fondamentale l’apporto delle nuove tecnologie e in particolare gli strumenti strettamente correlati ai big data e alla data analysis. L’utilizzo dei dati e la loro analisi sarà utile all’individuazione di nuovi target e nuove proposte commerciali. Cod i dati già in possesso del gruppo UBI Banca è stato possibile ri-targettizzare i clienti già presenti nel database portandoli dal settore “persone e famiglie” a quello “affluent”.

Il cambiamento in ottica digitale sarà inoltre una leva importante per il rapporto con la clientela: sia nella possibilità di accesso multicanale ai prodotti, benefit che ha già prodotto un’elevata redditività; sia nella semplificazione di accesso ai prodotti stessi (con una riduzione del portfolio prodotti di oltre il 30%).

Per i processi digitali e le nuove tecnologie l’investimento per il 2016 è stato pari a 20 milioni di euro, nell’arco dell’intero tempo di attuazione del piano industriale (2017/2020) sono previsti investimenti pari a ulteriori 60 milioni di euro.

La trasformazione digitale è anche al centro di un recente accordo siglato tra Confindustria e il gruppo UBI Banca. Un protocollo di intesa finalizzato a sostenere le imprese che vogliono incestire in nuove tecnologie e in processi di innovazione digitale. Il gruppo UBI Banca si è infatti fatto carico della promozione della crescita e dello sviluppo delle imprese favorendo un accesso diretto ai mercati dei capitali. L’accordo, siglato dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e la presidente del Consiglio di Gestione di UBI Banca, Letizia Moratti sarà in vigore fino al 31 dicembre 2019 e avrà come oggetto diverse iniziative rivolte alle imprese. In particolare le aziende interessate al processo di trasformazione digitale potranno contare su i digital innovation hun (DIH) promossi dal gruppo UBI Banca e su un supporto di carattere finanziario e di consulenza aziendale. Il gruppo bancario sarà di fatto un intermediario attraverso cui, le aziende interessate a investire in innovazione, potranno accedere a tutte le opportunità previste dal recente piano nazionale sull’industria 4.0. Nella sua prima fase l’accordo siglato tra Confindustria e UBI Banca vedrà coinvolti solo alcuni poli regionali, tra cui: Lombardia, Piemonte, Marche, Umbria e Puglia.

UBI Banca si impegna di fatto a istituire un plafond ricerca sviluppo e innovazione di 1 milardo di euro, interamente dedicato ai finanziamenti a medio e lungo termine da concedere alle imprese che vogliono investire in digitalizzazione e processi innovativi. Un canale preferenziale sarà destinato a tutti gli associati a Confindustria. Oltre ai finanziamenti, saranno a diposizione delle aziende servizi di consulenza specialistica, garantita da altre società del gruppo UBI Banca, su accesso ai fondi europei e altri tipi di agevolazioni.

Nel progetto è inclusa anche la formazione, con un programma interamente dedicato alle risorse umane del gruppo UBI Banca focalizzato sui punti centrali del piano nazionale industria 4.0; allo stesso modo saranno formati i refenti territoriali di Confindustria, per garantire la massima competenza delle risorse assegnate al progetto e impegnate nella valutazione dei requisiti per l’accesso al credito relative alle singole imprese.

Il gruppo UBI Banca inoltre svolgerà un ruolo centrale nell’ambito del programma Elite di Borsa italiana. Il gruppo bancario infatti si impegnerà ad attivare una Elite Lounge, sempre dedicata alle imprese che vogliono investire in digitalizzazione. Il gruppo UBI Banca sosterrà l’importo della fee di partecipazione delle azioende clienti iscritte a Confindustria per l’accesso a Elite.

Il piano industriale e l’impegno con Confindustria sembrano essere un’ottima base di rilancio per il gruppo UBI Banca. Oltre al management che stima una rapida crescita nell’arco del 2017, anche gli analisti sono ottimisti e hanno garantito delle stime al rialzo.

Gli esperti di UBS hanno, in quest’ottica, aumentato il target price del gruppo UBI Banca da 4,35 euro a 4,65 euro, valorizzando i risultati operativi dei primi sei mesi del 2017.

Gli analisti consigliano l’acquisto delle azioni UBI Banca o il mantenimento delle stesse nel portafogli azionario.

Investire in azioni UBI Banca

Viste le analisi sul medio e lungo periodo è dunque consigliabile investire in azioni UBI Banca. Un’operazione che non necessita di lunghe file allo sportello bancario. Si possono infatti acquistare azioni UBI Banca facendo trading online attraverso una piattaforma di Forex o di trading di azioni binarie. In questo modo è possibile avere completa autonomia nella gestione delle azioni e controllo sui profitti. Non dimenticate seguire le tendenze del mercato, prendendo prendere posizione al rialzo o al ribasso in relazione ad esse.

Trattate l’azione UBI Banca!*
I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 80.6% dei conti degli investitori retail perde denaro negoziando CFD con questo fornitore. È necessario sapere come funzionano i CFD e se ci si può permettere di perdere i propri soldi.