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Intesa Sanpaolo vuole riacquistare UBI Banca

19/02/2020 - 14h07

Come Intesa Sanpaolo ha annunciato questa mattina la sua intenzione di acquistare UBI Banca, vi offriamo le nostre spiegazioni e analisi di questa operazione e delle sue possibili ripercussioni.

Analisi n. 1

È molto probabile che il gruppo UBI Banca cominci ad orientare le proprie attività verso il finanziamento di un settore come quello agricolo, considerato prioritario in Italia. Questo cambiamento di indirizzo dei servizi bancari potrebbe garantirgli maggiori introiti negli anni a venire e quindi una certa ripresa dell’attività.

Analisi n. 2

Oltre a riorientarsi verso il finanziamento del settore agricolo, UBI Banca potrebbe rapidamente indirizzarsi verso più attività di finanziamento nel settore dell’industria ma su più piccola scala. In tal modo troverebbe un ulteriore sostegno alla propria attività sul lungo termine.

Analisi n. 3

Sempre per quanto riguarda le opportunità di sviluppo del gruppo UBI Banca, questi sembra specializzarsi nel settore della consulenza nell’ambito delle imposte, servizio che potrebbe rappresentare un’ulteriore possibilità di incrementare i benefici tramite una miglior diversificazione.

Analisi n. 4

Il settore bancario europeo continua a soffrire delle ripercussioni della crisi della zona euro. Lo stesso vale quindi per il gruppo UBI Banca che cerca ancora di riassestarsi da questa situazione penalizzante da un punto di vista regolamentare. Bisognerà attendere ancora qualche anno prima che questa situazione venga risolta.

Analisi n. 5

Si sa anche che la situazione economica in Italia non è delle più ottimistiche con un debito pubblico che supera il 100% del PIL del paese. Questa specificità è penalizzante in particolare per le banche essendo queste limitate nelle loro possibilità di concessione di crediti.

Analisi n. 6

Tra i vantaggi di questa banca va sottolineata l’importanza delle sue numerose succursali un po’ dappertutto nel paese. Va tuttavia notato che nel corso degli ultimi anni, in particolare negli ultimi cinque, oltre il 5% di queste sono state chiuse. Queste chiusure vanno interpretate come un segno che la banca UBI Banca incontra qualche problema di redditività che la obbliga a chiudere alcune delle sue agenzie in cui non riesce più a raggiungere i propri obiettivi.

Analisi n. 7

Si sa inoltre che il settore dei prestiti alle imprese è attualmente in decrescita, cosa che causa ovviamente dei problemi a UBI Banca che genera una parte importante del proprio volume d’affari grazie a questi prodotti finanziari.

Il 76.4% dei conti di investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore.

A proposito del gruppo UBI Banca

Il gruppo UBI Banca, il cui acronimo sta a significare Unione di Banche Italiane, è il gruppo bancario italiano nato dalla fusione tra Banche Popolari Unite e Banca Lombarda avvenuta nel 2007. La sede principale del gruppo UBI Banca è a Bergamo e dal 12 ottobre 2015 il gruppo è registrato presso il Registro delle Imprese di Bergamo come UBI Banca S.p.A. Oggi il gruppo opera anche a livello internazionale ed è focalizzato principalmente sulla clientela retail: famiglie e piccole e medie imprese.

 

I principali concorrenti di UBI Banca

UBI Banca gode di un posizionamento molto interessante sul mercato bancario italiano visto che fa parte delle banche più importanti del paese sia in termini di attivi che di clienti e di capitalizzazione borsistica.

Ovviamente, per conoscere meglio le azioni di Borsa UBI Banca, bisogna anche conoscere e seguire con attenzione i suoi principali concorrenti. Tra questi troviamo ovviamente il gruppo UnicreditIntesa Sanpaolo e BPER, che occupano i primi posti, nonché altre banche come Banco BPM e Mediobanca che, sebbene non siano altrettanto ben posizionate, rappresentano comunque una minaccia di cui bisogna tenere conto.

 

Storia del gruppo UBI Banca

La storia del gruppo UBI Banca affonda le sue radici in istituti bancari le cui origini risalgono al secolo scorso e che hanno da sempre supportato lo sviluppo delle economie locali in tutta Italia.

Il gruppo UBI Banca nasce nel 2007 dalla fusione tra Banche Popolari Unite e Gruppo Banca Lombarda e Piemontese. Il Gruppo Banche Popolari Unite era a sua volta nato nel 2003 dalla fusione tra Banca Popolare di Bergamo e Banca Popolare Commercio e Industria, banche storiche nell’ambito finanziario italiano. Il Gruppo Banca Lombarda e Piemontese nasce invece nel 1998. Nel 1999 l’attività bancaria viene trasferita al Banco di Brescia e nel 2000 il gruppo assume il nome di Banca Lombarda e Piemontese che opera fino alla fusione in UBI Banca del 2007.

La crescita finanziaria ha comportato, nel 2015, la trasformazione in UBI Banca in società per azioni per via del decreto ministeriale che obbliga a tale passo le banche popolari che superano la soglia di 8 miliardi di attivo.

Forte di questa storia, oggi il gruppo UBI Banca ha sedi in molte regioni d’Italia, con oltre 1500 filiali e un portafoglio clienti pari a quattro milioni di clienti. Il gruppo è presente anche in altri paesi in cui opera tramite la business unit UBI World. All’estero il gruppo offre sostegno alle imprese italiane e a tutti i clienti italiani che hanno necessità di operare sui mercati esteri. Le filiali e gli uffici di rappresentanza del gruppo UBI sono presenti a: Antibes, Casablanca, Cracovia, Dubai, Hong Kong, Madrid, Monaco, Mosca, Mumbai, Nizza, New York, Shangai, San Paolo…

D’altra parte, il nome UBI Banca ha una valenza direttamente correlata alla presenza nel mondo dato che in latino UBI significa “dove”.

UBI Banca opera secondo un modello federale in base al quale l’azienda capogruppo accentra tutte le funzioni di gestione e controllo. Il modello di governance è garantito da due principali organi: il consiglio di sorveglianza e il consiglio di gestione. L’assemblea degli azionisti nomina il consiglio di sorveglianza che elegge il consiglio di gestione.

Dal 2017 del gruppo UBI Banca fanno parte anche Banca Marche, Banca Popolare Etruria e CariChieti. L’area di attività è suddivisa in macro-aree territoriali: Bergamo e Lombardia Ovest, Brescia e Nord Est, Milano ed Emilia-Romagna, Nord Ovest, Centro-Sud.

 

Del gruppo UBI Banca fanno inoltre parte:

Prestitalia, di cui UBI Banca ha acquisito interamente il capitale sociale nel 2010. IWBank Private Investments è invece la sezione di banca online specializzata in investimenti per singoli e famiglie, in termini di consulenza sugli investimenti, trading e online banking e pianificazione finanziaria.

Nel 2016 il gruppo IWBank si è contraddistinto per quantità di volumi scambiati sul mercato MTA della Borsa Italiana.

 

Analisi del corso delle azioni UBI Banca

L’anticipazione delle spese per l’operatività del piano industriale triennale ha fatto uscire dalla cassa di UBI Banca 850 milioni di euro, spesa che ha inciso sulla chiusura di bilancio dell’esercizio 2016, che ha registrato infatti una perdita di 830,2 milioni di euro, a differenza del 2015 in cui il bilancio si chiuse con un utile di 116,8 milioni di euro.

Senza le spese straordinarie dedicate al piano industriale, il bilancio avrebbe visto un utile pari a 111,6 milioni di euro, comunque in calo rispetto al 2015.

Il risultato operativo ha subito una contrazione di 7,5 punti percentuali, attestandosi a 3,1 miliardi di euro.

Il consiglio di amministrazione del gruppo UBI Banca ha comunque approvato una distribuzione del dividendo pari a 0,11 euro per azione, in linea con quando distribuito l’anno precedente.

L’anticipazione delle spese per il piano industriale ha causato un rallentamento per il 2016 ma il management del gruppo UBI Banca ha previsto per il 2017 un netto miglioramento rispetto all’anno precedente. Chiusa l’operazione “banca unica” che ha unificato il gruppo UBI Banca, l’obiettivo è quello di una rapida crescita con una stima basata su margine di interesse e commissioni in rialzo e con la spinta di una nuova importante riduzione del costo del credito. Un piano strategico per la razionalizzazione dei costi ha portato ad una riduzione del personale di 500 unità e all’avvio di un contratto di solidarietà per 1.250 dipendenti. I dati sembrano confermare le stime del management e infatti i primi sei mesi del 2017 hanno visto la repentina crescita del gruppo UBI Banca. I risultati operativi sono cresciuti di 2,4 punti percentuali, attestandosi a 1,63 miliardi di euro. Gli oneri operativi invece sono scesi dell’1,6% e sono pari a 1,02 miliardi di euro.

Nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2017 sono diminuite le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti, passando dai 1,2 miliardi di euro del 2016 a 287 milioni nel primo semestre 2017. I dati di sintesi dei primi sei mesi del 2017 vedono dunque per il gruppo UBI Banca un utile netto pari a 696 milioni di euro. A chiusura del semestre, in data 30 giugno 2017, i prestiti nei confronti della clientela ammontano a 94,2 miliardi di euro, registrando complessivamente una crescita dello 0,5% in relazione ai 93,8 miliardi di euro registrati alla fine dell’anno 2016. Nel dettaglio i crediti in bonis maturati nei confronti dei clienti ammontavano, al 30 giugno 2017, a 85,8 miliardi di euro, in aumento di 1,5 punti percentuali rispetto al 31 dicembre 2016.

L’ambizioso progetto di una banca unica che ha visto l’incorporazione di sette banche nel gruppo UBI Banca, procede con la recente approvazione, da parte del Consiglio di Sorveglianza del gruppo, della nuova fusione per incorporazione di altre banche già controllate direttamente o indirettamente dal gruppo: Banca Adriatica (Nuova Banca delle Marche), Banca Tirrenica (Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio), Banca Teatina (Nuova Cassa di Risparmio di Chieti), CARILO-Cassa di Risparmio di Loreto e Banca Federico del Vecchio.

Secondo le linee guida del piano industriale presentato da UBI Banca, a seguito dell’incorporazione delle altre banche, tutti gli istituti bancari cesseranno di utilizzare i marchi a livello di singola necessità, procedendo all’impairment del valore residuo iscritto a bilancio. Si porterà dunque a compimento il passaggio dal modello federale alla Banca Unica, mantenendo però la forte vocazione a livello locale.

 

Vantaggi e punti di forza delle azioni UBI Banca come attivo di Borsa

Se come molti altri investitori in Borsa si intende acquistare delle azioni UBI Banca o fare trading al rialzo e a lungo termine sulla quotazione di questo valore tramite i CFD, bisogna ovviamente assicurarsi delle possibilità di rialzo della quotazione di questo titolo. Per farlo è indispensabile passare in rivista i differenti punti forti e deboli di questo valore e, quindi, le forze e le debolezze di questa azienda. Studiando la capacità di questo gruppo di mantenere o incrementare la propria redditività nei prossimi anni è possibile determinare in maniera più precisa se il suo titolo evolverà positivamente o meno. Ecco quindi un riepilogo dei principali vantaggi e punti forti del gruppo UBI Banca.

Per prima cosa, ricordiamo qui che il gruppo bancario UBI Banca gode di un interessante posizionamento a livello nazionale nel suo settore di attività. Questa banca fa infatti attualmente parte dei cinque primi gruppi bancari italiani in termini di capitalizzazione borsistica nonché in termini di numero di agenzie bancarie sul territorio. Di conseguenza, se si è alla ricerca di azioni del settore bancario, fa parte dei titoli italiani da privilegiare.

UBI Banca è infatti una banca che si rivolge più in particolare ai privati e che, per sviluppare al massimo le proprie attività, può contare su una assai vasta rete di succursali un po’ dappertutto in Italia. In totale si contano 1.900 agenzie e una presenza basata in tutte le regioni.

Un altro vantaggio della banca UBI Banca riguarda la provenienza dei suoi introiti in termini di tipo di attività. Sono le attività di retail bank quelle che generano attualmente il grosso del volume d’affari di questo gruppo con in totale oltre i tre quarti degli introiti globali. È noto che questo settore è uno dei più redditizi per le aziende del settore bancario.

Per garantirsi degli introiti e delle fonti di utili UBI Banca può inoltre fare affidamento su una numerosissima clientela. Nel 2018, infatti, UBI Banca disponeva di oltre 4 milioni di clienti al suo attivo, per la maggior parte con depositi. È quindi facile per l’istituto giocare sulla fidelizzazione della clientela esistente senza dover fare troppi sforzi per trovarne di nuova.

Per la qualità dei propri servizi e per rassicurare i clienti il gruppo può anche contare su delle ingenti risorse umane. Al momento attuale questa banca impiega oltre 9.000 dipendenti di cui oltre 1.000 consulenti finanziari altamente qualificati.

 

Svantaggi e punti deboli delle azioni UBI Banca come attivo di Borsa

Come abbiamo visto molti argomenti vanno a favore del mantenimento nel tempo del gruppo bancario italiano UBI Banca e possono quindi spingere verso una presa di posizione all’acquisto su questo titolo ma, prima di fare questa scelta strategica, bisogna anche conoscere i differenti difetti di questo valore e quindi gli elementi che potrebbero influenzarne l’evoluzione al ribasso o rallentare la sua tendenza rialzista. È quanto illustriamo ora con un richiamo alle varie debolezze di questo gruppo.

Prima di tutto, se da una parte UBI Banca profitta di un forte posizionamento in Italia, dall’altra va notato che incontra qualche difficoltà nel penetrare il mercato europeo e quello internazionale. Si tratta quindi essenzialmente di un gruppo bancario regionale ed è quindi molto più esposto ai rischi geoeconomici rispetto ai suoi concorrenti che sono riusciti ad espandersi al di fuori del territorio nazionale. Va da sé, infatti, che in caso di ritorno in forza della crisi economica o della crisi del debito pubblico in Italia questa banca sarà probabilmente una delle prime a subirne le conseguenze e le sue azioni in Borsa potrebbero far parte dei titoli più penalizzati del mercato.

Per quanto riguarda i risultati dettagliati pubblicati dal gruppo bancario nel corso degli ultimi anni si nota inoltre che i conti mostrano un forte aumento delle spese di gestione. L’aumento dei costi può rivelarsi un forte handicap nei confronti della concorrenza del settore che è sempre più forte con una politica dei prezzi aggressiva, soprattutto per quanto riguarda le grandi banche europee.

Come si può constatare, sebbene i difetti di questa azienda siano pochi possono comunque avere delle conseguenze significative sulla quotazione delle azioni borsistiche di UBI Banca perché le sfide che le si presentano possono avere degli effetti particolarmente marcati sui suoi risultati presenti e futuri. Bisogna quindi seguire con attenzione questi due punti essenziali e tenerne conto al momento dell’elaborazione delle strategie di investimento.

Domande frequenti

Qual è il posizionamento sul mercato italiano del gruppo UBI Banca?

Il gruppo bancario UBI Banca si classifica attualmente al sesto posto del settore bancario italiano in termini di attivi. In questa classifica l’istituto è preceduto da Unicredit, Intesa Sanpaolo, Cassa Depositi e Prestiti, Banco BPM e Monte dei Paschi di Siena ed è seguito da Banca Nazionale del Lavoro, BPER Banca, MedioBanca e Crédit Agricole Cariparma.

È indispensabile realizzare un’analisi fondamentale delle azioni UBI Banca?

L’analisi fondamentale è indispensabile soprattutto se si intende mettere in opera una strategia a lungo o medio termine perché consente di individuare le possibilità di crescita dell’impresa e quindi l’interesse degli investitori per il suo titolo. Per le strategie a più breve termine, sebbene l’analisi tecnica permetta di individuare delle tendenze affidabili è comunque consigliabile prendere in considerazione anche i fattori fondamentali, che possono avere una forte influenza.

Dove acquistare o vendere le azioni UBI Banca?

Se si intende acquisire delle azioni del gruppo UBI Banca è possibile farlo sottoscrivendo un prodotto di investimento classico proposto dalle banche. Tuttavia, è anche possibile fare trading su di esse ovvero acquistare e vendere delle azioni del gruppo tramite una piattaforma di CFD online. Per avere accesso al mercato italiano e agli attivi internazionali basta creare un conto.

Il 76.4% dei conti di investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuti se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il Suo denaro.