PORSCHE

Analisi della quotazione delle azioni Porsche

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Porsche: risultati solidi nel Q1 2021

01/06/2021 - 12h16

Porsche è senza dubbio una delle case automobilistiche più redditizie del mondo. In un contesto difficile segnato dalla crisi sanitaria ed economica, il gruppo ha ottenuto una performance positiva nel Q1-2021

Elementi che possono influenzare la quotazione di questo attivo:

Analisi n. 1

Il numero di vendite realizzate annualmente dal gruppo Porsche è ovviamente un elemento molto importante da seguire e l'evoluzione di queste cifre dà una buona indicazione della salute economica e finanziaria del gruppo.

Analisi n. 2

Gli investimenti in ricerca e sviluppo nonché la creazione di veicoli di nuova generazione e di concept car saranno anch’essi da studiare con grande cura.

Analisi n. 3

Bisognerà anche tenere d'occhio lo sviluppo degli impianti di produzione e di distribuzione nonché lo sviluppo della rete di servizi del gruppo.

Analisi n. 4

Le politiche dei governi e le tasse imposte da alcuni paesi hanno anch’esse influenza sulla redditività del gruppo Porsche e sulle sue vendite all'estero.

Analisi n. 5

La salute economica mondiale, in particolare i periodi di recessione, è un ulteriore elemento da prendere in considerazione.

Analisi n. 6

Infine, bisognerà seguire tutte le pubblicazioni dei concorrenti di Porsche.

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Presentazione della società Porsche

Il gruppo Porsche è un gruppo tedesco specializzato, come senz’altro sapete, nella progettazione, produzione e commercializzazione di macchine sportive, di lusso e da corsa. Più in generale, il volume d’affari realizzato da questa società proviene principalmente dalla vendita di automobili ma riguarda anche in parte la prestazione di servizi, come il finanziamento delle vendite o l’assicurazione, nonché la vendita di pezzi di ricambio e di accessori per i propri veicoli.

Ovviamente il gruppo Porsche tocca un mercato internazionale anche se con una maggior attività in Europa e, evidentemente, in Germania.

Ecco alcuni degli avvenimenti recenti che hanno segnato la società Porsche da un punto di vista economico o finanziario e che hanno avuto un’influenza sulla quotazione delle sue azioni in Borsa.

  • Nel 2005 Porsche decide di aumentare la propria partecipazione nel gruppo Volkswagen e dal 2006 tale partecipazione passa al 27,4%. Sempre nel 2006 il gruppo Porsche ottiene l’accordo dello Stato tedesco per assumere la minoranza di blocco di Volkswagen prendendone quindi il controllo ma il gruppo è in seguito obbligato a lanciare un’OPA sul resto del capitale e l’operazione fallisce.
  • Tra il 2007 e il 2009 Porsche cerca ancora di aumentare il proprio capitale in Volkswagen arrivando a controllare il 50,76% nel 2009.
  • Sempre nel 2009 il gruppo accumula un debito elevato a causa del forte apprezzamento delle azioni Volkswagen. Porsche è così sottoposta a delle imposte sui plusvalori realizzati che non è in grado di pagare. Per evitare il fallimento Porsche accetta le condizioni della Qatar Investment Authority che in cambio di un finanziamento importante le impone di fondersi con Volkswagen.
  • Nel 2011 il gruppo Porsche presenta al Challenge Bibendum un prototipo di auto elettrica, la Boxter E, ma non annuncia nessuna data di messa in produzione.
  • Nel 2015 il gruppo Porsche presenta al Salone dell’Automobile di Francoforte un nuovo concept denominato Mission E. si tratta di una berlina totalmente elettrica ad elevate prestazioni e 600 CV totali. Questa vettura, il cui fine è di rappresentare la futura berlina della marca, conferma l’impegno della Porsche nel settore dei veicoli elettrici.
  • Per il futuro, e dopo aver predisposto delle motorizzazioni ibride su diversi modelli nel corso degli ultimi anni, il gruppo Porsche ha annunciato ufficialmente che le future generazioni della 911 utilizzeranno questa tecnologia fin dall’inizio del 2018.
Analisi della quotazione delle azioni Porsche
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Concorrenza

Proponiamo ora di conoscere un po’ più in dettaglio gli altri grandi gruppi del settore dei veicoli di lusso e quindi i principali concorrenti di Porsche con alcuni dettagli su queste imprese.

Aston Martin

 In primo luogo, il produttore di automobili britannico Aston Martin è ovviamente un serio concorrente di Porsche. Creata nel 1913 e filiale di Predrive dal 2007, l’azienda produce automobili di lusso e da corsa.  Il nome del gruppo deriva dall’automobile creata da Lionel Martin che ha vinto la corsa di Aston Clinton nel 1914.

Bentley

Il gruppo Bentley è un altro concorrente della Porsche ed è un’impresa produttrice di automobili di lusso con sede nel Regno Unito e creata nel 1919. Fa ora parte del gruppo Volkswagen dalla sua acquisizione nel 1998. Si tratta tuttavia di uno dei più importanti gruppi di questo settore in termini di fatturato nonché di numero di veicoli venduti.

Bugatti

Tra i principali concorrenti di Porsche vi è naturalmente il gruppo Bugatti, un’impresa francese specializzata in veicoli a prestazioni elevate, creata nel 1909 da un industriale di origine italiana, Ettore Bugatti. Bugatti è quindi diventato nel tempo un marchio riconosciuto a livello internazionale nel settore dei veicoli di gamma superiore, in particolare grazie alle sue collezioni sportive con motori di grossa cilindrata.

Ferrari

Ovviamente, bisogna anche seguire con attenzione la casa di Maranello, la Ferrari, creata nel 1947. Il successo commerciale del gruppo è dovuto alle numerose gare vinte dalla sua scuderia negli sport automobilistici, che le hanno consentito di sviluppare tecniche poi applicate ai suoi modelli di serie e di ottenere prestazioni eccezionali.

Jaguar

Tra i principali operatori del settore dei veicoli di fascia alta, bisogna seguire anche il gruppo Jaguar, ufficialmente noto come Jaguar Cars Ltd, produttore britannico di automobili di lusso creato nel 1922. La società fa attualmente parte del gruppo Jaguar Land Rover.

Lamborghini

Infine, l’ultimo concorrente di Porsche, ma non dei minori, è il produttore automobilistico Lamborghini, creato nel 1963 con sede a Sant’Agata Bolognese dall’industriale Ferruccio Lamborghini. In origine la società era specializzata unicamente nella costruzione di trattori e macchine agricole destinate a rispondere alla sempre più forte domanda del periodo post-bellico. Successivamente si è specializzata in veicoli di fascia alta, sportivi e di lusso.


Alleanze strategiche

Il gruppo Porsche deve successo e notorietà anche a diversi partenariati che ha saputo stringere e intrattenere nel corso del tempo.

ExxonMobil

È in particolare il caso del partenariato stretto oltre 20 anni fa con il gruppo ExxonMobil per la ricerca e lo sviluppo di olii motore innovativi. Per celebrare questo anniversario, il partenariato è stato rinnovato per altri cinque anni fino al 2021.

Adidas

Porsche si è anche associata ad Adidas nel 2005 per la creazione di una linea di prodotti.

Microsoft

Infine, anche Microsoft è partner di Porsche dal 2017 per il suo gioco “Forza”.

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Gli elementi a favore di un rialzo della quotazione delle azioni

Prima di lanciarvi in una strategia di trading sulle azioni Porsche dovete ovviamente essere in grado di prevedere al meglio possibile i loro futuri movimenti di fondo. Per farlo, la cosa più semplice è conoscere le principali forze di cui dispone questa azienda per poi confrontarle alle sue debolezze e sapere come il gruppo possa comportarsi in futuro. Ecco per cominciare i suoi vantaggi in dettaglio.

Per cominciare, il gruppo Porsche gode di un’eccellente reputazione e di una forte immagine di marca. Infatti, nel corso del tempo il gruppo ha saputo costruirsi un nome nell’esclusivo settore delle auto di lusso e il suo marchio è oggi conosciuto in tutto il mondo. Per riuscire a raggiungere questo obiettivo, Porsche ha soprattutto basato la propria strategia sulla presenza negli sport meccanici nonché su un certo rispetto della tradizione automobilistica. I veicoli prodotti dal gruppo vengono considerati al tempo stesso di fascia alta e potenti.

Sebbene la quantità di modelli proposti dal gruppo Porsche sia relativamente scarsa, si apprezza tuttavia la possibilità di personalizzare i differenti veicoli con numerose opzioni ed estensioni. Grazie a questi pochi modelli Porsche riesce comunque a posizionarsi su differenti segmenti come i SUV, le auto sportive e le berline di lusso raggiungendo così differenti tipi di clienti.

Come abbiamo rapidamente spiegato in precedenza, il gruppo Porsche è anche un punto di riferimento nel mondo sportivo e più precisamente nel settore delle corse automobilistiche. Il marchio Porsche è d’altra parte il più forte in questo settore grazie alla qualità dei suoi veicoli. Da notare in questo ambito che il marchio possiede anche una linea di produzione interamente dedicata alle vetture da corsa. Alcuni modelli di vetture a marchio Porsche dedicati a questo sport sono d’altra parte diventati dei veri e propri emblemi degli sport meccanici e vengono considerate come dei miti dagli amatori.

Ciò ci porta ad un altro punto di forza della Porsche che consiste appunto nella sua base di fans. Porsche non è infatti unicamente una marca di auto di lusso destinate a dei clienti di fascia alta ma anche una marca che affascina tutti gli amanti delle belle auto. Sebbene non tutti i fans siano ovviamente dei clienti reali, contribuiscono comunque a perpetuare il marchio e la sua popolarità nel mondo.

Infine, l’ultimo vantaggio di cui dispone il gruppo Porsche è senza dubbio la base di dipendenti di cui dispone. Grazie ad oltre 12.000 dipendenti qualificati Porsche gode di una base tecnica e di gestione valida per produrre più efficacemente con dei regolari miglioramenti dei veicoli prodotti.

Gli argomenti a favore di un ribasso della quotazione delle azioni

Il gruppo Porsche ha, come avete potuto constatare, numerosi punti di forza per migliorare la propria redditività negli anni a venire e, quindi, per stimolare le sue azioni in Borsa. È tuttavia importante sapere che questa azienda ha anche delle debolezze che potrebbero avere un forte impatto negativo sui grafici. Ecco quindi alcuni elementi concreti che potrebbero intervenire a frenare la crescita di Porsche e influenzare negativamente queste azioni a medio o lungo termine.

Prima di tutto, il fatto che i prodotti del gruppo siano molto costosi è ovviamente un importante freno alla sua crescita. I veicoli di questo marchio sono infatti concepiti per un ben specifico segmento della popolazione ovvero i consumatori più ricchi. Ciò comporta un indebolimento delle vendite sempre maggiore nella misura in cui la crisi economica riduce il numero di clienti potenziali di questo tipo di veicoli di fascia altissima. Per il momento, Porsche non cerca tuttavia di svilupparsi ulteriormente nel segmento di fascia media e mantiene la sua strategia nel lusso ma ciò potrebbe nuocere ai suoi futuri introiti.

Infine, il secondo e ultimo punto debole di questa impresa riguarda ancora i costi ma in questo caso si tratta dei costi di manutenzione dei veicoli prodotti da Porsche che costituiscono un freno alle vendite. Infatti, rispetto ad altri modelli concorrenti di veicoli di lusso e sportivi, quelli del gruppo richiedono una manutenzione più costosa. Inoltre, ogni nuovo modello di Porsche messo in commercio presenta dei costi di funzionamento e di manutenzione sempre più elevati mentre la tendenza è piuttosto verso dei veicoli economici ed ecologici, perfino nel settore del lusso.

Come potete constatare, le debolezze del gruppo Porsche sono molto meno numerose dei suoi punti di forza e riguardano soprattutto il costo dei veicoli. Tuttavia, il peso di tali punti deboli può rivelarsi importante al momento della presa di decisione degli investitori.

Le informazioni fornite in questa pagina sono solo indicative e non devono essere utilizzate senza effettuare un’analisi fondamentale più completa di questo titolo, tenendo conto, in particolare, dei dati esterni, delle pubblicazioni future e di qualsiasi notizia di natura fondamentale che potrebbe far evolvere questi punti di forza e di debolezza o renderli più o meno gravosi. Tali informazioni non costituiscono in alcun modo raccomandazioni per la realizzazione di transazioni.

Domande frequenti

Come evolvono nel tempo le vendite della Porsche?

Interessandosi alle vendite realizzate dal gruppo Porsche nel corso degli ultimi anni, si nota una sensibile crescita delle quantità che dimostra bene le possibilità di crescita dell’impresa. Nel 2019 Porsche ha venduto 280.000 automobili contro le 256.225 vendute nel 2018 e le 246.375 vendute nel 2017. Ad eccezione del periodo tra il 2008 e il 2010, questo dato ha sempre avuto un’evoluzione positiva.

A chi appartiene la società Porsche?

Il gruppo Porsche è una filiale del gruppo Volkswagen, il fabbricante di automobili tedesco che possiede anche altri marchi di veicoli quali Audi, Bugatti, Seat, Cupra, Skoda, Lamborghini, Bentley, Ducati, Scania, MAN e la cinese JETTA. Inoltre, il gruppo diversifica le proprie attività con delle offerte di finanziamento, leasing e gestione di flotte automobilistiche. Attualmente Volkswagen è il primo fabbricante mondiale di auto.

Come prevedere un rialzo della quotazione delle azioni Porsche?

Per prendere posizione all’acquisto sulle azioni Porsche al momento più opportuno è necessario saper identificare gli eventi che rendono questo titolo interessante per gli investitori. Un esempio concreto è, ovviamente, la pubblicazione di risultati finanziari in crescita così come l’acquisto di marchi di veicoli o delle innovazioni tecnologiche nell’ambito della fabbricazione di automobili. Ad ogni modo, bisogna anche monitorare i dati forniti dall’analisi tecnica.

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Si prega di notare che i CFD sono strumenti complessi e presentano un alto rischio di rapida perdita di fondi a causa del loro effetto leva. Il 67% dei conti dei trader al dettaglio perde fondi quando scambiano CFD con questo fornitore. Dovresti chiederti se capisci come funzionano i CFD e se puoi permetterti di correre il rischio significativo di perdere i tuoi soldi.

Il contenuto in questione è fornito solo a scopo informativo e non deve essere considerato come consulenza in materia di investimenti. I risultati passati non sono garanzia di risultati futuri. La storia commerciale ha meno di 5 anni e potrebbe non essere sufficiente a servire da base per una decisione di investimento.

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