Analisi n. 1

Bisogna considerare che il settore bancario dispone di un interessante potenziale di crescita e che Mediobanca è particolarmente ben posizionata per trarne vantaggio. Bisogna quindi seguire con particolare attenzione questo dato.

Analisi n. 2

Le varie operazioni di acquisizione o di creazione di filiali da parte del gruppo al fine di diversificare la propria offerta di prodotti e servizi nel mercato italiano, sono spesso degli interessanti segnali di rialzo e sono da prendere in considerazione visto che gli consentono di raggiungere una clientela più ampia.

Analisi n. 3

Bisogna tenere d’occhio le condizioni economiche italiane che sono piuttosto sfavorevoli negli ultimi anni e che hanno naturalmente un‘influenza negativa sulle attività di questo gruppo.

Analisi n. 4

Vanno seguiti gli aumenti delle imposte derivanti dalla crescita del debito pubblico italiano.

Analisi n. 5

Va presa in considerazione la fortissima concorrenza in questo mercato.

Il 76.4% dei conti di investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore.

A proposito del gruppo Mediobanca

Il gruppo Mediobanca è attualmente uno dei leader del settore bancario italiano. La sua attività può essere suddivisa in quattro settori principali: banca d’investimento, di finanziamento e di mercato, private banking, retail banking e gestione di portafoglio.

Questo gruppo bancario gestisce attualmente oltre 16 miliardi di euro di depositi ed oltre 36 miliardi di prestiti.

 

I principali concorrenti di Mediobanca

Sebbene faccia parte delle banche italiane più apprezzate dagli investitori di Borsa, Mediobanca si posiziona soltanto in nona posizione nella classifica delle banche del paese e deve quindi fare molti sforzi per conquistare quote di mercato alla concorrenza. Ecco per l’appunto le banche concorrenti che bisogna seguire nel quadro delle analisi fondamentali di queste azioni:

 

Storia del gruppo Mediobanca

Mediobanca nasce nel 1946 come istituto di credito e il primo nucleo della società bancaria è stato fondato da Raffaele Mattioli ed Enrico Cuccia.

Fino alla metà degli anni ’50 Mediobanca ha operato sul mercato italiano, ricoprendo per molti anni il ruolo di banca fiduciaria per il gruppo Fiat.

L’attività si è poi estesa ai mercati internazionali grazie alle collaborazioni e agli accordi presi con gruppi esteri come Berliner Handels-Gesellschaft, Lehman Brothers e Sofin Gruppo Lazard.

Nel 1956 il gruppo Mediobanca è stato quotato in Borsa.

Negli anni 2000 Mediobanca ha rafforzato la sua presenza in Europa con l’apertura delle sedi di Parigi, Francoforte e Madrid, con l’obiettivo di ampliare il processo di internazionalizzazione e aumentare la base di clientela anche all’estero.

Nel 2008 nasce Che Banca! per estendere il segmento bancario retail con un modello di business multicanale basato su Internet, call center e sedi fisiche.

Che Banca! già dal suo primo anno di attività è riuscita a canalizzare importanti flussi economici e si registrarono infatti 5,3 miliardi di depositi e 170.000 conti aperti. Nel 2014 i clienti sono diventati 500.000 con depositi per 13 miliardi di euro. Che Banca! opera principalmente online e conta oggi 50 filiali in 14 regioni con un capitale sociale di 220.000.000 di euro.

 

Analisi della quotazione delle azioni Mediobanca

Il corso delle azioni Mediobanca viene attualmente quotato sul Mercato Telematico Azionario della Borsa Italiana ed integra inoltre il calcolo dell’indice borsistico FTSE MIB.

Nel corso degli ultimi 10 anni il corso di queste azioni ha subito un forte calo fino a luglio 2012. Ha in seguito intrapreso una progressione rialzista osservabile ancora oggi.

 

Andamento del titolo Mediobanca

Mediobanca ha chiuso l’esercizio 2015/2016 (la chiusura di esercizio viene registrata al 30 giugno) con ricavi che hanno superato i massimi storici salendo a quota 2,047 miliardi di euro, mentre l’utile netto è in crescita del 2% con 605 milioni di euro contro i 589,8 milioni contabilizzati per l’esercizio precedente.

Al 30 giugno 2016 gli impieghi hanno registrato un aumento del 5,2% passando a quota 34,6 miliardi di euro. A migliorare i risultati la diminuzione del 12% delle attività deteriorate da 1,15 miliardi di euro a 1,02 miliardi di euro.

La disponibilità di capitali liquidi (tesoreria e titoli disponibili per la vendita) è cresciuta da 14,8 miliardi di euro a 16,3 miliardi di euro.

Come conseguenza degli ottimi risultati raggiunti, il management di Mediobanca ha deciso di distribuire tra gli azionisti un dividendo di 0,27 euro per azione, in crescita rispetto agli 0,25 euro dell’esercizio precedente.

Per l’esercizio 2016/2017 che si chiuderà il prossimo 30 giugno, il trend di crescita per il gruppo Mediobanca sembra confermato.

Gli utili dei primi 9 mesi d’esercizio hanno raggiunto i 614 milioni di euro con una crescita del 39% rispetto allo stesso periodo 2015/2016. Anche i ricavi sono in aumento del 9% attestandosi a 1.657 milioni di euro, un altro record storico per il gruppo bancario. Gli analisti avevano infatti previsto un utile di 560 milioni di euro, con ricavi a 1.630 milioni di euro. Il risultato operativo cresce di 23 punti percentuali con 686 milioni di euro.,

Il margine di interesse è aumentato del 5% a 955 milioni di euro e le commissioni nette sono aumentate del 19% a 402 milioni, per la ripresa del Corporate investment banking che registra un aumento di 10 punti percentuali attestandosi a 199 milioni di euro in nove mesi e con un ulteriore aumento del 45% nell'ultimo trimestre.

Il Corporate and Investment Banking mostra dunque un utile netto in crescita da 186,9 milioni di euro a 217,6 milioni di euro derivante da una ripresa delle commissioni, da maggiori ricavi Specialty Finance e da minori rettifiche sui crediti.

In prossimità della chiusura d’esercizio per il 2016/2017 gli ottimi risultati registrati dal gruppo Mediobanca mettono in evidenza la positiva dinamica dei ricavi e la riduzione del rischio su tutte le attività di business.

Il management di Mediobanca ha inoltre ribadito che non ci sarà alcun aumento di capitale perché il gruppo bancario ha superato gli stress test europei confermando solidi indici di patrimonializzazione su tutte le linee di business.

Il 76.4% dei conti di investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuti se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il Suo denaro.