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Intesa Sanpaolo a prestare 6,3 miliardi di euro a Fiat Chrysler

27/05/2020 - 17h05

Per far fronte agli effetti dell'epidemia di coronavirus, la casa automobilistica italo-americana Fiat Chrysler ha fatto ricorso a un prestito di 6,3 miliardi di euro. L'operazione è stata approvata dalla banca Intesa Sanpaolo, ma il produttore dovrà attendere la garanzia dello Stato italiano.

Analisi n. 1

Vanno presi in considerazione soprattutto gli elementi relativi all’espansione internazionale di questo gruppo bancario le cui attività restano per il momento troppo orientate sull’Italia. Si sa in particolare che questo gruppo punta molto sul suo ingresso sul mercato di Abou Dhabi. Va da sé che se questa operazione di installazione riuscisse, Intesa Sanpaolo disporrebbe di una porta di ingresso sul mercato del Medio Oriente e potrebbe così estendere progressivamente il proprio posizionamento verso altri paesi di questo settore geografico. Analogamente, Intesa Sanpaolo potrebbe disporre di alcune opportunità per sviluppare le proprie attività in alcuni paesi europei specifici. È il caso della Turchia che fa parte del piano strategico del gruppo. Intesa Sanpaolo sta infatti svolgendo le pratiche necessarie per ottenere la licenza che le permetterà di svolgere le proprie attività finanziarie in questo paese.

Analisi n. 2

Ancora per quanto riguarda le opportunità future e di sviluppo della società Intesa Sanpaolo, si può rilevare il fatto che l’industria della gestione degli attivi in Europa conosce attualmente delle prospettive positive. Ciò potrebbe quindi, ovviamente, permettere a Intesa Sanpaolo di posizionarsi in questo settore che è uno dei suoi privilegiati.

Analisi n. 3

Si sa che il mercato bancario italiano è attualmente minacciato da una contrazione dell’economia del paese. Va da sé che se la situazione perdura, una delle prime vittime sarebbe probabilmente il gruppo Intesa Sanpaolo che è particolarmente esposto alla congiuntura economica nazionale.

Analisi n. 4

Ancora da un punto di vista economico, il settore bancario subisce ancora oggi le ricadute della crisi del debito che ha colpito in pieno l’Europa qualche anno fa. Questa crisi ha infatti portato alla necessità di prendere alcune misure tra cui degli importanti cambiamenti nella regolamentazione degli istituti finanziari e ciò ha un forte impatto sulle attività di Intesa Sanpaolo.

Analisi n. 5

Altra minaccia a cui si espone il gruppo Intesa Sanpaolo negli anni a venire è la concorrenza sempre più forte da parte delle altre grandi banche europee che conquistano sempre più quote di mercato e potrebbero così rendere sempre più complessa l’espansione del gruppo in altri paesi.

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A proposito del gruppo Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo è il gruppo bancario leader in Italia. Come la maggior parte dei suoi concorrenti europei la sua attività è suddivisa in diversi settori tra i quali principalmente gli sportelli bancari. Altri settori sono la banca d'investimento, di finanziamento e di mercato, i servizi assicurativi, la gestione di fondi comuni e il private banking.

Attualmente Intesa Sanpaolo gestisce ben 340 miliardi di euro di crediti e 370 miliardi di depositi. Le sue agenzie sono presenti prevalentemente in Italia.

 

Storia del gruppo Intesa Sanpaolo

Il gruppo Intesa San Paolo ha una storia relativamente recente. Le sue attività sono infatti iniziate nel 2007, a seguito della fusione di due istituti bancari: Sanpaolo IMI e Banca Intesa.

Nel 2010 viene confermata la solidità patrimoniale del gruppo e la capacità di resistere ad eventuali crisi grazie al superamento dello stress test effettuato dal Committee of European Banking Supervisors.

Oggi Intesa Sanpaolo è uno dei primi gruppi bancari europei con una capitalizzazione di mercato pari a 42,6 miliardi di euro.

In Italia offre ai propri clienti un ampio ventaglio di prodotti che toccano diversi settori di attività: dal retail al corporate al wealth management. I servizi del gruppo bancario Intesa Sanpaolo vengono erogati ad una base di clienti che supera gli 11 milioni. Le quote di mercato per ogni regione non scendono mai al di sotto del 12% e la rete di sportelli su tutto il territorio nazionale è di circa 4.000 sportelli.

Oltre ad essere un gruppo bancario leader in Italia, Intesa Sanpaolo è operante come commercial banking in dodici Paesi. La sua presenza si estende in Europa centro orientale, in Medio Oriente e Nord Africa con 1.200 sportelli e 7,8 milioni di clienti complessivi.

Il gruppo Intesa Sanpaolo ha inoltre dei servizi interamente dedicati ai clienti corporate. Questo tipo di attività è presente in 28 paesi ed ha l’obiettivo di supportare gli investimenti delle aziende italiane all’estero. La sua presenza si concentra su Medio Oriente, Nord Africa, Stati Uniti, Brasile, Russia, India e Cina.

 

I principali concorrenti di Intesa Sanpaolo

Il gruppo bancario Intesa Sanpaolo è una delle più grandi banche italiane e comincia ad estendersi al continente europeo ma deve far fronte soprattutto ad una concorrenza nazionale forte che è importante conoscere prima di investire sulla quotazione di queste azioni. Proponiamo quindi di adattare le strategie a questa particolarità e di scoprire quali siano i principali concorrenti di Intesa Sanpaolo attraverso la classifica dei grandi gruppi bancari italiani in ordine di importanza:

 

I principali partner di Intesa Sanpaolo

 

Analisi della quotazione delle azioni Intesa Sanpaolo

Le azioni Intesa Sanpaolo sono attualmente quotate sul mercato della Borsa Italiana MTA e fanno parte del calcolo dell'indice FTSE MIB.

I dati estrapolati dai grafici borsistici storici mostrano ogni anno delle forti fluttuazioni, interessanti per il trading a breve termine.

 

Andamento del titolo Intesa Sanpaolo

L’andamento del titolo Intesa Sanpaolo, come d’altronde quello di tutti i gruppi bancari, è fortemente condizionato dalle normative e dagli eventi che in qualche modo coinvolgono il settore delle banche.

In linea di massima l’andamento dei dividendi del gruppo Intesa Sanpaolo, a partire dal 2012, ha sempre registrato una crescita costante così come il corrispettivo titolo in Borsa. Dall’anno 2012 all’anno 2015 le quotazioni sono passate da 1 euro a 3,5 euro, con dividendi che hanno visto importi tra 0,05 euro e 0,15 euro per azione, con maggiorazioni per le azioni di risparmio.

Nonostante un trend in costante crescita negli anni, nel 2015 le quotazioni Intesa Sanpaolo hanno subito un ribasso dovuto principalmente alla cosiddetta legge per la Bad Bank che prevedeva che certi istituti bancari, fra cui la stesa Intesa Sanpaolo, erogassero un finanziamento per assorbire le sofferenze bancarie dovute alla crisi finanziaria.

La prima metà del 2016 si è chiusa invece per il Gruppo Intesa Sanpaolo con un utile netto superiore ai 2 miliardi di euro, il risultato più importante dopo quello ottenuto a chiusura del primo semestre dell’anno 2008.

Numeri che probabilmente possono contare sulla positiva influenza di una notevole crescita dei prestiti destinati a famiglie e imprese, per un totale complessivo pari a 47 miliardi di euro e con una riduzione delle sofferenze pari a 5 miliardi di euro.

L’anno 2016 si è chiuso infine con un utile netto che ha visto una crescita di oltre 3 miliardi di euro, portando a una riduzione del 10% i crediti deteriorati, scesi, in chiusura 2016, sotto i 30 miliardi di euro.

A seguito del positivo bilancio di chiusura dello scorso anno, il gruppo Intesa Sanpaolo distribuirà ai suoi azionisti un dividendo complessivo pari a 3 miliardi di euro, in linea con quelle che erano le previsioni del management del gruppo bancario.

Il dividendo del 2017, relativo dunque al bilancio d’esercizio del 2016, sarà dunque di 0,178 euro per ogni azione ordinaria e una cedola di 0,189 euro per le azioni di risparmio.

 

Vantaggi e punti forti delle azioni Intesa Sanpaolo come attivo di Borsa

Se si ha intenzione di comprare delle azioni del gruppo Intesa Sanpaolo o di fare trading sulla loro quotazione al rialzo bisogna ovviamente assicurarsi che questa banca sia in grado di affrontare il proprio futuro e di mantenere la propria redditività. È proprio confrontando forze e debolezze di questo gruppo che si può prevedere al meglio l’interessamento dei trader per queste azioni e, quindi, le future tendenze della loro quotazione. Cominciamo qui dal riepilogare i punti di forza di questa azienda elencando gli argomenti che pendono a favore di un’evoluzione rialzista delle sue azioni.

Prima di tutto, si può ovviamente rilevare come innegabile punto di forza la grande presenza in Italia di questo gruppo bancario. Intesa Sanpaolo gestisce infatti oltre 5.600 agenzie in tutto il paese e si posiziona così come leader in termini di numero di succursali. Si tratta di un vero e proprio atout per questo gruppo bancario che beneficia in tal modo di una grande visibilità tra il grande pubblico.

Sempre per quanto riguarda i punti di forza del gruppo bancario Intesa Sanpaolo si possono inoltre sottolineare la qualità e la varietà della sua offerta. Questa banca propone infatti, sotto un unico marchio, numerosi prodotti bancari e servizi finanziari rivolti sia a privati che ad aziende. Ciò le permette evidentemente di conservare la propria clientela rispondendo all’insieme delle sue esigenze.

La forte presenza della banca Intesa Sanpaolo non si limita però unicamente all’Italia. Questo gruppo bancario ha infatti saputo sviluppare la propria offerta un po’ dovunque in Europa e nel resto del mondo, in particolare in Europa orientale e Nord Africa, riducendo così considerevolmente la propria esposizione al rischio di una crisi economica nazionale. In totale, il gruppo Intesa Sanpaolo è alla testa di 1.700 agenzie in tutto il mondo e dispone di oltre 100.000 dipendenti nell’insieme dei paesi in cui si è insediata.

Un altro punto di forza del gruppo Intesa Sanpaolo riguarda il settore del credito in Italia. Questa banca è infatti attualmente il leader di questo settore di servizi finanziari e detiene ben il 15,3% di quote del mercato nazionale.

Infine, gli azionisti e gli investitori in Borsa sono attratti dai titoli di questa banca anche per il fatto che è stata creata in seguito alla fusione di due grandi gruppi bancari, Banca Intesa e Sanpaolo IMI. Ciò le conferisce una certa forza e una maggiore esperienza rispetto ad alcuni dei suoi concorrenti diretti.

 

Svantaggi e punti deboli delle azioni Intesa Sanpaolo come attivo di Borsa

Una volta venuti a conoscenza dei vari atout del gruppo Intesa Sanpaolo appena elencati, si può essere tentati dal prendere subito una posizione all’acquisto su queste azioni. Tuttavia, prima di lanciarsi in questo tipo di strategia, bisogna conoscere anche le debolezze di questo gruppo bancario. Vediamo quindi alcuni punti deboli che potrebbero influenzare negativamente la quotazione delle sue azioni in Borsa e che devono quindi essere oggetto della massima attenzione.

Per prima cosa, tra i più grandi difetti di questo gruppo bancario italiano si può notare che, sebbene sia presente in Europa, Intesa Sanpaolo rimane una banca minore su questo mercato. Infatti, nonostante i notevoli sforzi per farsi un nome nei principali paesi europei, la sua presenza su questi mercati rimane relativamente scarsa rispetto alle grandi banche europee, soprattutto quelle francesi e tedesche che continuano ad occupare le prime posizioni e detengono la maggior parte delle quote di mercato del settore. Lo stesso vale per la presenza del gruppo nel resto del mondo.

La seconda grande debolezza del gruppo bancario Intesa Sanpaolo riguarda la ripartizione degli introiti. Infatti, sebbene, come si è visto in precedenza tra i vantaggi di questa banca, il gruppo proponga ai propri clienti numerosi servizi finanziari molto diversificati, osservando i suoi risultati annuali si nota anche che la larga maggioranza del suo volume d’affari proviene ancora dalle attività di retail bank e da un target di privati. Inoltre, la quota più importante di volume d’affari viene realizzata nella sola Italia. Va da sé che, in caso di una depressione economica che colpisse le famiglie italiane, Intesa Sanpaolo vedrebbe i propri introiti calare drasticamente e ciò ovviamente nuocerebbe direttamente alle sue azioni in borsa.

Come abbiamo visto, Intesa Sanpaolo ha solamente due debolezze principali mentre le sue qualità sembrano essere più numerose. Tuttavia, bisogna prenderle in considerazione nelle analisi e prima della messa in opera di una strategia perché questi inconvenienti possono pesare molto sul modo in cui questo titolo viene visto dagli investitori ed avere quindi una grande influenza sulla sua quotazione di Borsa a lungo termine.

Domande frequenti

Quali sono le filiali appartenenti al gruppo Intesa Sanpaolo?

Il gruppo bancario Intesa Sanpaolo detiene e gestisce diverse filiali che gli permettono di rispondere alla domanda del mercato e di posizionarsi in differenti segmenti di prodotti e servizi. Tra queste filiali si trovano in particolare le società Banca IMI, Banca Apulia, Cassa di Risparmio, Carisap, Banca Nuova, Cassa di Risparmio del Veneto e Banca Fideuram. Il gruppo procede spesso all’acquisizione di nuove filiali.

Cosa c’è da sapere sull’acquisto di UBI Banca da parte di Intesa Sanpaolo?

A febbraio 2020 il gruppo Intesa Sanpaolo ha annunciato l’acquisto a breve di una banca concorrente, UBI Banca, anch’essa attiva in Italia. L’ammontare di questa operazione dovrebbe raggiungere i 4,9 miliardi di euro. L’accordo concluso tra le due banche prevede anche la vendita di 400/500 agenzie del gruppo UBI Banca a BPER Banca per rispondere alle esigenze della legislazione sulla concorrenza.

Quale politica applica Intesa Sanpaolo per il suo dividendo nel 2020?

A marzo 2020 Intesa Sanpaolo ha deciso di sospendere la distribuzione di 3,4 miliardi di euro ai propri azionisti, ovvero un dividendo di 19,2 centesimi per azione, ed ha adottato una risoluzione per proporre l’allocazione alle riserve dell’utile netto dell’esercizio 2019 in conformità alle raccomandazioni della BCE sulla politica di versamento di dividendi dopo l’epidemia di Covid-19.

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