Analisi n. 1

L'immissione sul mercato di nuovi apparecchi innovativi sarà certamente un buon indicatore per la crescita della società De' Longhi ed è quindi necessario seguire con la massima attenzione questo tipo di annuncio.

Analisi n. 2

Bisogna inoltre seguire gli investimenti effettuati da De' Longhi in marketing e comunicazione nonché gli eventuali contratti siglati con le catene di distribuzione su larga scala per promuovere la vendita dei propri prodotti.

Analisi n. 3

Tutti i risultati finanziari della società e gli obiettivi prefissati vanno studiati e confrontati per analizzare la qualità della strategia attuata dal gruppo e i suoi possibili risultati futuri.

Analisi n. 4

Infine, la concorrenza è ovviamente molto forte in questo settore di attività e bisogna quindi seguire con interesse le pubblicazioni da parte dei diversi gruppi.

Il 76.4% dei conti di investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore.
In questa scheda troverete tutte le informazioni utili a valutare la possibilità di acquistare azioni del gruppo De’Longhi. Abbiamo raccolto in un unico articolo le notizie relative alla storia del gruppo, l’andamento del flusso finanziario e le previsioni sul titolo nel medio e lungo termine. Informazioni che potranno essere un valido supporto nella decisione di investire, senza incorrere in particolari rischi, in azioni De’Longhi. Il gruppo De’Longhi è quotato alla Borsa di Milano nell'índice FTSE Italia Mid Cap.  

 

A proposito del gruppo De’Longhi

Il gruppo De'Longhi Spa concentra le sue attività nel settore industriale del riscaldamento, della climatizzazione, elettrodomestici per la casa e la cucina. La sua sede principale è in Italia, a Treviso e vanta una storia aziendale di oltre un secolo, le sue attività iniziarono infatti nel 1902, mentre la quotazione alla borsa di Milano ebbe inizio nel 2001.

 

Storia del gruppo De’Longhi

Il gruppo De’Longhi ha la sua origine nell’azienda italiana fondata nel 1902, la cui attività principale era focalizzata sulla produzione di stufe a legna. L’attestazione come brand sul mercato arriva solo nel 1974, quando propone il primo prodotto a marchio De’Longhi: il radiatore a olio.

Il boom arriva negli anni ’80, quando la produzione si diversifica e la scelta di produrre elettrodomestici per diverse necessità si rivela vincente. La produzione di radiatori viene passata alla società controllata DL Radiators, mentre la De’Longhi si specializza nella produzione del forno elettrico Sfornatutto e il climatizzatore portatile Pinguino. Due dei prodotti di punta dello storico marchio.

L’espansione non si arresta e nel 1994 il gruppo De’Longhi acquisisce Climaveneta, per aumentare la produzione nel campo della climatizzazione. Nel 1995 è la volta della Simac, con questa nuova acquisizione l’obiettivo invece è quello di puntare al settore della stiratura e della cucina. Nel 2001 la De’Longhi inizia la sua avventura a Piazza Affari.

Sempre nel 2001 il gruppo italiano punta all’estero e acquisice l’inglese Kenwood Limited, il cui marchio viene riposizionato sul mercato nel settore degli elettrodomestici. Nel 2010 il gruppo De’Longhi acquisisce anche la storica azienda Ariete Spa.

Nel 2012 il settore climatizzazione e riscaldamento fu affidato alla società controllata DeLclima e nel 2015 ceduto alla Mitsubishi Electric Corporation. Sempre nel 2012 il gruppo De’Longhi acquisisce da Procter & Gamble il machio tedesco Braun con un accordo di sfruttamento del marchio che prevede i settori elettrodomestici e altri prodotti per la casa (ferri da stiro, climatizzatori, frullatori, aspirapolveri..) in capo alla De’Longhi e il settore rasoi e health care in capo a P&G.

Il gruppo De’Longhi è oggi attivo in diversi settori industriali: piccoli elettrodomestici, con un grande business legato alle macchne del caffè, cottura cibi, pulizia della casa.

 

Analisi del corso delle azioni De’Longhi

Il gruppo De’Longhi negli ultimi tre anni ha registrato una costante crescita. Il titolo De’Longhi è cresciuto infatti del 154% molto di più rispetto alla crescita dell’indice di riferimento (+ 40% Ftse Mib)

Il 2016 si è chiuso per il gruppo italiano con ricavi pari a 1,8 miliardi di euro, in lieve flessione rispetto al 2015 per via dei cambi, sarebbe infatti rimasto stabile a cambi costanti.

Il margine operativo lordo a termine del 2016 è passato da 285,2 a 292 milioni di euro. L’utile netto è stato pari a 167,4 milioni d euro, registrando un aumento del 12% rispetto all chiusura d’esercizio del 2015. Il consiglio di amministrazione del gruppo De’Longhi ha dunque approvato una cedola di dividendo pari a 0,8 euro per azione, contro una stima che era di 0,47 euro per azione.

Il managemen del gruppo De’Longhi, guidato da Fabio De’Longhi, ha garantito un’ulteriore crescita per la fine del 2017. A seguito della vendita della DelClima, la business area dedicata alla climatizzazione, ai giapponesi della Mitsubishi Electric, per un valore economico di 660 milioni di euro, il gruppo De’Longhi può contare su un’ottima posizione finanziaria che potrebbe essere utilizzata per nuove acquisizione, nell’ottica di una strategica crescita sul mercato. Al momento una forte leva di business è rappresentata dalla macchine del caffè Nespresso che fruttano il 9% dell’intero fatturato del gruppo. I due marchi internazionali su cui si continuerà a puntare sono: Kenwood che rappresenta il 25% delle vendite e Braun, 11% delle vendite. I prodotti Braun sono stati di recente introdotti nel mercato nordamericano e ci si aspetta un grande profitto nei prossimi mesi.

In quest’ottica il management del gruppo De’Longhi ha stimato il raggiungimento dei 2 miliardi di euro di fatturato per la fine del 2018. Un obiettivo economico che si sposa con una strategia industriale e di marketing che vede al centro il mercato europeo e i mercati emergenti di Nord America e Asia. Proprio in queste aree geografiche si concentreranno probabilmente le acquisizioni dei prossimi anni. Il principale competitor in ambito europeo rimane invece Philips, l’obiettivo è dunque quello di intaccare proprio quella fetta di mercato.

Le macchine del caffè sono ad oggi il prodotto di punta del gruppo De’Longhi, non solo quelle prodotte per Nespresso. L’intero comparto infatti ha rappresentato per il 2016 il 40% delle vendite del gruppo. La ricerca e lo sviluppo di nuovi modelli, in particolare dei modelli superautomatici, cresciuti nell’ultmo anno a due cifre, è l’occasione di una crescita importante, tenendo conto che in questo particolare ambito il gruppo De’Longhi è leader globale di mercato, potendo contare su una quota di settore superiore al 30% e in costante crescita. Il titolo De’Longhi sta dunque continuando a crescere, con un trend molto superiore a quello dell’indice della Borsa Italiana Ftse Mib.

Il 76.4% dei conti di investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuti se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il Suo denaro.