Analisi n. 1

Bisogna tener conto delle previsioni degli analisti del settore circa i possibili risultati di questa azienda. Inoltre, il gruppo Campari comunica regolarmente i dettagli dei suoi piani di crescita strategica e dei suoi obiettivi di crescita permettendo quindi di basarsi su questi elementi.

Analisi n. 2

Bisogna ovviamente monitorare le pubblicazioni ufficiali dei risultati economici della società e confrontarli con gli obiettivi e le previsioni per individuare una tendenza forte di questo valore.

Analisi n. 3

I metodi di vendita della Campari e gli investimenti in marketing e comunicazione sono degli elementi importanti nel quadro di questa analisi e, pertanto, bisogna seguire attentamente queste strategie.

Analisi n. 4

È ovvio che va tenuto conto della concorrenza a livello mondiale che in questo settore è forte.

Il 76.4% dei conti di investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore.

A proposito del gruppo Campari

Il gruppo italiano Campari è attualmente uno dei principali produttori e distributori del paese producendo e commercializzando tre gamme di prodotti ovvero bevande alcoliche, liquori e spumanti.

Con 16 siti di produzione sparsi nel mondo, la Campari realizza il suo volume d’affari principalmente in America ed in Europa.

 

Storia del gruppo Campari

La società Campari nasce a Milano nel 1860. All’origine si trattava di una distilleria di proprietà del fondatore Gaspare Campari ma successivamente l’attività dell’azienda si è estesa con l’apertura del Caffè Camparino nella celebre Galleria Vittorio Emanuele II.

L’azienda Campari è diventata famosa per il suo Bitter. Nel 1910 l’azienda, passata agli eredi di Gaspare Campari, viene denominata Davide Campari & C.

Nel 1932 l’azienda inizia a produrre il Campari Soda e per il lancio del prodotto sul mercato fu ideata una prestigiosa campagna pubblicitaria affidata all’artista futurista Fortunato Depero, ideatore anche della bottiglietta del Campari Soda, tuttora in uso, a forma conica. Molti artisti dell’epoca sono stati ingaggiati per la realizzazione dei manifesti pubblicitari dei prodotti Campari.

Nel 1982 la proprietà dell’azienda e dello storico marchio Campari passa a Erinno Rossi e Domenico Garavoglia, lasciando definitivamente ogni legame con la famiglia Campari. A vendere è stata infatti l’ultima erede della famiglia Angiola Maria Migliavacca.

Nel 2001 l’azienda Campari viene quotata alla Borsa di Milano.

Nel 2014 il gruppo Campari acquisisce la società Fratelli Averna per l’intera somma capitale ossia 98 milioni di euro a cui viene sommato il debito finanziario netto di 5,75 milioni di euro.

Oggi la Davide Campari - Milano S.p.A. ha esteso le proprie attività al settore alimentare ed è leader mondiale delle bevande alcoliche. Il gruppo conta 4 stabilimenti in Italia

Il Gruppo Campari conta 16 stabilimenti nel mondo: 4 in Italia e 12 in altre aree.

 

Analisi della quotazione delle azioni Campari

Il corso delle azioni Campari viene attualmente quotato sul mercato Borsa Italiana ed integra il calcolo dell’indice borsistico FTSE MIB. Questo titolo è stato introdotto in Borsa nel 2008.

Dalla sua prima quotazione, il corso ha conosciuto diverse fasi rialziste successive con un leggero ribasso tra giugno e dicembre 2014. Da allora, ha riguadagnato i punti perduti e continua ad evolvere al rialzo.

 

Andamento del titolo Campari SpA

Il gruppo Campari ha chiuso il 2016 con ricavi in crescita del 4,2 % rispetto all’esercizio precedente totalizzando 1,72 miliardi di euro. Una crescita consolidata anche dalla recente acquisizione del business Grand Marnier.

In aumento anche i margini operativi con l’Ebitda che aumenta del 6,6% a 405,3 milioni di euro e l’Ebit in progresso del 6% a 352,5 milioni di euro.

Va però considerato che l’utile netto per il 2016 è in calo del 5,2%.

Il debito finanziario netto di Campari ha dunque registrato un aumento da 825,8 milioni di euro di fine 2015 a 1,2 miliardi al 31 dicembre 2016. L’incremento del debito è da imputare anche all’acquisizione di Grand Marnier, per cui il gruppo Campari ha investito 680 milioni di euro.

Nonostante la diminuzione dell’utile per l’esercizio 2016, il consiglio d’amministrazione del gruppo Campari ha deliberato, durante l’assemblea degli azionisti, la distribuzione dei dividendi pari a 0,045 euro per azione, cifra invariata rispetto al dividendo 2015. Nella stessa assemblea il consiglio di Amministrazione di Campari S.p.A. ha approvato il frazionamento delle 580.800.000 azioni in circolazione mediante l’emissione di due nuove azioni per ognuna esistente.

Il primo trimestre del 2017 ha registrato per la società milanese Campari un aumento delle vendite, trainate dal mercato americano e da quello dell’Europa centrale e settentrionale.

Per il 2017 si punta a un consolidamento e rilancio del marchio Grand Marnier attraverso una nuova rete distributiva negli Stati Uniti. Il marchio ha infatti già dato, nel primo trimestre del 2017, un ottimo contributo in termini di ricavi e margini.

Il fatturato consolidato è aumentato di 15 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2016 e si attesta infatti a 367, 6 milioni di euro.

Il mercato più proficuo per il gruppo Campari è quello statunitense in cui le vendite sono salite del 7,5% grazie ai prodotti Wild Turkey bourbon whisky (+21,8%), Aperol (+74%) e Campari (+30%). Anche altri mercati esteri hanno registrato una crescita a doppia cifra, in particolare il Brasile e la Giamaica.

Nel mercato Europeo la Russia registra un forte balzo in avanti nelle vendite e rispetto al primo trimestre del 2016 l’aumento percentuale è infatti dell’86%, con il consolidamento delle vendite degli spumanti Mondoro e Cinzano, prodotti molto in voga a Mosca.

A deludere è invece il mercato interno. In Italia le vendite del primo trimestre 2017 hanno registrato un calo dell’1,4 % e l’unico prodotto a registrare un aumento del 10% rispetto all’anno precedente è Aperol.

Questo brand, alla base del diffusissimo Spritz, ha fatto registrare al gruppo Campari un aumento del 17,7% di crescita organica su tutti i mercati nazionali e esteri.

I risultati del primo trimestre 2017 hanno fatto volare le quotazioni del titolo Campari in Borsa tanto da essere sospeso per eccesso di rialzo.

Ad aumentare la fiducia degli investitori e degli analisti di settore interviene anche l’accordo siglato dal management del gruppo Campari con l’Agenzia delle Entrate per il trattamento della tassazione secondo la normativa di rifermento per il “Patent Box”. Campari beneficerà per quadriennio 2015-2019 di agevolazioni fiscali per i cosiddetti beni “immateriali”, come i brevetti o in questo caso le ricette dei prodotti Campari. Questo tipo di trattamento fiscale concorrerà ad un aumento degli utili nei prossimi anni vista l’esenzione di tasse su parti consistenti di reddito.

Il 76.4% dei conti di investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuti se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il Suo denaro.