La situazione del gruppo questo giovedì

Questo giovedì il Gruppo Amundi ha emesso un comunicato stampa che è la diretta conseguenza della decisione della Banca Centrale Europea (BCE). Va ricordato, infatti, che il 27 marzo scorso la BCE aveva annunciato misure ben adattate alla situazione attuale causata dal coronavirus. È pertanto in linea con le raccomandazioni della BCE che il Gruppo Amundi proporrà al proprio Consiglio di Amministrazione di non presentare il proprio dividendo all'Assemblea generale.

Informazioni: Si precisa che le raccomandazioni della Banca Centrale Europea sono applicabili al Gruppo Crédit Agricole e alle sue controllate. Si segnala inoltre che l'Assemblea degli Azionisti del Gruppo Amundi si terrà il 12 maggio e si prevede di deliberare la distribuzione di un dividendo di 3,10 euro per azione per il 2019. L'Assemblea dovrà destinare l'intero utile dell'esercizio 2019 a riserve.

 

Possibile pagamento di un dividendo eccezionale

Il mercato finanziario globale ha appena completato il primo trimestre di quest'anno 2020. Di conseguenza, nella seconda metà del 2020, il Consiglio di Amministrazione dell'Asset Manager proporrà agli azionisti le linee guida per la distribuzione. Le linee guida consisterebbero certamente nel pagamento di un acconto sui dividendi, in particolare per i risultati dell'esercizio 2020 in corso. In questo senso, potrebbero anche consistere nel pagamento di un dividendo eccezionale sotto forma di distribuzione di riserve.

Sarebbe poi essenziale tenere un'Assemblea Generale nei prossimi giorni per decidere sulla questione in modo partecipativo. Il Gruppo Amundi sottolinea comunque di avere una posizione patrimoniale abbastanza solida. Ha precisato che il suo Tier 1 capital ratio è pari al 15,9% a fine 2019, incluso l'accantonamento del dividendo.

 

L'effetto quantificato

È evidente che l'accantonamento a riserve dell'intero risultato dell'esercizio 2019 avrà un effetto positivo che supererà di gran lunga i 500 punti base su questo rapporto. Sarà quindi aumentata a più del 20%. Questo dovrebbe interessare le sei piattaforme di gestione che il gruppo Amundi ha a livello internazionale: Milano, Dublino, Boston, Tokyo, Londra e naturalmente Parigi.