Una delle migliori piattaforme di trading
  • Plus500
  • eToro
  • iForex
  • Markets

I vari mercati borsistici

L’organizzazione della Borsa era fino a poco tempo fa piuttosto complessa per i neofiti perché era divisa in diversi tipi di mercati borsistici.

Dal 2005 questa organizzazione fortunatamente è cambiata, semplificando in maniera molto significativa la comprensione e la ricerca di informazioni per gli investitori neofiti.

Vi spieghiamo qui i vari mercati borsistici attuali e gli antichi mercati borsistici, utili per la ricerca di informazioni precedenti al 2005.

 

Il mercato NYSE-EURONEXT Parigi e l’Eurolist

Affrontiamo da principio i mercati borsistici come li conosciamo oggi. Dal 2005, infatti, tutte le imprese quotate nel mondo sono sul mercato NYSE-EURONEXT.

Da principio il mercato NYSE e il mercato EURONEXT erano due piazze finanziarie distinte, la prima relativa al mercato americano e la seconda al mercato europeo.

Il NYSE è in realtà il NEW York Stock Exchange, che è il principale mercato americano, e riguarda solo i titoli statunitensi.

Quanto all’EURONEXT, corrisponde al mercato europeo ed integra le Borse di Parigi, Amsterdam, Lisbona, Porto, Bruxelles e Londra.

La fusione di questi due grandi mercati ha permesso di creare la più grande piazza finanziaria al mondo e di gestire in un unico luogo tanto gli indici europei che quelli americani, sebbene ogni Borsa coinvolta conservi una filiale personale.

L’Eurolist è il mercato borsistico nel quale tutte le società quotate alla Borsa di Parigi vengono referenziate. Vi si distinguono tre grandi categorie di società in funzione del loro livello di capitalizzazione borsistica. L'Eurolist si divide in due gruppi principali, uno riguardante le società della zona Euro e l’altro le società internazionali.

 

I mercati borsistici come li si conosceva prima del 2005

Prima del 2005, anno nel quotazione del quale i mercati borsistici sono stati raggruppati, le società quotate in Borsa venivano organizzate nei vari mercati in funzione della loro capitalizzazione. Si distinguevano quindi cinque mercati borsistici diversi di cui ecco il dettaglio:

 

Il mercato principale

si trattava del mercato borsistico più importante perché raggruppava le società che avevano la maggior capitalizzazione borsistica. Questo grande mercato comprendeva il mercato mensile e il mercato in contanti.

Il mercato a scadenza mensile era un mercato a termine sul quale i pagamenti degli attivi venivano effettuati a fine mese. Offriva la possibilità agli acquirenti di pagare più tardi i loro titoli.

Quanto al mercato in contanti, come indicato dal nome, implicava un pagamento immediato ma con dei volumi di scambio più deboli.

Per essere quotate sul mercato principale, le società dovevano vendere più del 25% del loro capitale agli investitori.

 

Il mercato ristretto

Il mercato ristretto è stato creato invece nel 1983 e corrispondeva alle imprese di taglio più modesto o alle medie imprese. Per accedervi le società quotate dovevano vendere più del 10% del loro capitale sotto forma di azioni di Borsa.

In questo caso non esistevano mercati diversi e gli acquisti venivano pagati in contanti.

 

Il nuovo mercato

Oltre 10 anni dopo la creazione del mercato ristretto, ovvero nel 1996, fu creato il nuovo mercato. Questo mercato riguardava un’altra forma di società considerate come dotate di un potenziale di sviluppo interessante e raggruppava quindi molte società tecnologiche. Con una volatilità molto forte, questo nuovo mercato era ideale per gli investitori che desideravano speculare sull’evoluzione dei valori degli attivi e per i fondi di investimento. Anche in quel caso gli acquisti venivano pagati in contanti.

 

Il mercato libero

È l’ultimo mercato libero creato anch’esso nel 1996 e riguardante invece le piccole imprese. Beninteso le transazioni che vi venivano realizzate erano molto deboli e anch’esse regolate in contanti.