Valutazione: 3.83 6 voti
 

Comprare azioni UBI Banca (Unione di Banche Italiane)

Nel portafoglio dei vostri investimenti borsistici, le azioni del gruppo UBI Banca possono rappresentare un’ottima soluzione di diversificazione. Maprima di speculare su questo titolo, quotato nell'indice FTSE MIB della Borsa di Milano e negli indici europei FTSE4Good Global e FTSE4Good Europe, vi invitiamo a scoprire più in dettaglio la sua attività e alcuni dati che vi consentiranno di valutare oculatamente la sua quotazione per acquistare online le azioni del gruppo traendone profitto.

 

A proposito del gruppo UBI Banca

Il gruppo UBI Banca, il cui acronimo sta a significare Unione di Banche Italiane, è il gruppo bancario italiano nato dalla fusione tra Banche Popolari Unite e Banca Lombarda, avvenuta nel 2007. La sede principale del gruppo UBI Banca è a Bergamo, dal 12 ottobre 2015 iil gruppo è registrato presso il Registro delle Imprese di Bergamo come UBI Banca SpA. Oggi il gruppo opera anche a livello internazionale ed è focalizzato principalmente sulla clientela retail: famiglie e piccole e medie imprese.

 

Storia del gruppo UBI Banca

La storia del gruppo UBI Banca affonda le sue radici in isituti bancari che hanno origini nel secolo scorso e che hanno da sempre supportato lo sviluppo delle economie locali in tutta Italia.

Il gruppo UBI Banca nasce nel 2007 dalla fusione dI Banche Popolari Unite e il Gruppo Banca Lombarda e Piemontese. Il Gruppo Banche Popolari Unite era a sua volta nato nel 2003 dalla fusione di Banca Popolare di Bergamo e Banca Popolare Commercio e Industria, banche storiche nell’ambito finanziario italiano. Il Gruppo Banca Lombarda e Piemomentese ha origine invece nel 1998, nel 1999 l’attività bancaria viesce spostata sul Banco di Brescia e nel 2000 il gruppo assume il nome di Banca Lombarda e Piemontese. Fino alla fusione in UBI Banca del 2007.

La crescita finanziaria ha comportato, nel 2015, la trasformazione in UBI Banca in SpA per via del decreto ministeriale che obbliga a tale passo le banche popolari che superano la soglia di 8 miliardi di attivo.

Forte di questa storia, oggi il gruppo UBI Banca ha sedi in molte regioni d’Italia, con oltre 1500 filiali e un portfolio clienti pari a quattro milioni di clienti. Il gruppo è presente anche in altri Paesi, operando con la business unit UBI World. All’estero il gruppo offre sostegno alle imprese italiane e a tutti i clienti italiani che hanno necessità di operare sui mercati esteri. Le filiali e gli uffici di rappresentanza del gruppo UBI sono presenti a: Antibes, Casablanca, Cracovia, Dubai, Hong Kong, Madrid, Monaco, Mosca, Mumbai, Nizza, New York, Shangai, San Paolo…

Il nome UBI Banca d’altronde ha una valenza direttamente correlata alla presenza nel Mondo, UBI infatti in latino significa “ovunque”.

UBI Banca opera secondo un modello federale, in base al quale l’azienda capogruppo accentra tutte le funzioni di gestione e controllo. Il modello di governance è garantito da due principali organi: il consiglio di sorveglianza e il consiglio di gestione. L’assemblea degli azionisti nomina il consiglio di sorveglianza che elegge il consiglio di gestione.

Dal 2017 del gruppo UBI Banca fanno parte anche Banca Marche, Banca Popolare Etruria e CariChieti. L’area di attività è suddivisa in macroaree territoriali: Bergamo e Lombardia Ovest; Brescia e Nord Est; Milano ed Emilia Romagna; Nord Ovest; Centro-Sud.

 

Del gruppo UBI Banca fanno inoltre parte:

Prestitalia: di cui UBI Banca ha acquisito interamente il capitale sociale nel 2010. IWBank Private Investments è invece la sezione di banca online specializzata in investimenti per individui e famiglie, in termini di: consulenza sugli investimenti, trading e online banking e pianificazione finanziaria.

Nel 2016 il gruppo IWBank si è contraddistinto per quantità di volumi scambiati sul mercato MTA della Borsa Italiana.

 

Analisi del corso delle azioni UBI Banca

L’anticipazione delle spese per l’operatività del piano indutriale triennale ha fatto uscire dalla cassa di UBI Banca 850 milioni di euro. Una spesa che ha inciso sulla chiusura di bilancio dell’esercizio 2016, che ha registrato infatti una perdita di 830,2 milioni di euro, a differenza del 2015 in cui il bilancio si chiuse con un utile di 116,8 milioni di euro.

Senza le spese straordinarie dedicate al piano industriale, il bilancio avrebbe visto un utile pari a 111,6 milioni di euro, comunque in perdita rispetto al 2015.

Il risultato operativo ha subito una contrazione di 7,5 punti percentuali, attestandosi a 3,1 miliardi di euro.

Il consiglio di ammistrazione del gruppo UBI Banca ha comunque approvato una distribuzione del divididendo pari a 0,11 euro per azione, in linea con quando distribuito lo scorso anno.

L’anticipazione delle spese per il piano industriale hanno rappresentato un rallentamento pe il 2016, ma il management del gruppo UBI Banca ha previsto per il 2017 un netto miglioramento rispetto all’anno precedente. Chiusa l’operazione “banca unica” che unificato il gruppo UBI Banca, l’obiettivo è quello di una rapida crescita, una stima basata su margine di interesse, commissioni in rialzo e la spinta di una nuova importante riduzione del costo del credito. Un piano strategico per la razionalizzazione dei costi ha visto una riduzione del personale di 500 unità e l’avvio di un contratto di solidarietà per 1.250 risorse. I dati sembrano confermare le stime del management, infatti i primi sei mesi del 2017 hanno visto la repentina crescita del gruppo UBI Banca. I risultati operativi sono cresciuti di 2,4 punti percentuali, attestandosi a 1,63 miliardi di euro. Gli oneri operativi invece sono scesi dell’1,6% e sono pari a 1,02 miliardi di euro.

Nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2017 sono diminuite le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti, passando dai 1,2 miliardi di euro del 2016 ai 287 milioni del primo semestre 2017. I dati di sintesi dei primi sei mesi del 2017 vedono dunque per il gruppo UBI Banca un utile netto pari a 696 milioni di euro. A chiusura del semestre, in data 30 giugno 2017, i prestiti nei confronti della clientela ammontano a 94,2 miliardi di euro, registrando complessivamente una crescita dello 0,5% in relazione ai 93,8 miliardi di euro registrati alla fine dell’anno 2016. Nel dettaglio i crediti in bonis maturati nei confronti dei clienti ammontavano, al 30 giugno 2017, a 85,8 miliardi di euro, in aumento di 1,5 punti percentuali rispetto al 31 dicembre 2016.

L’ambizioso progetto di una banca unica che ha visto l’incorporazione di sette banche nel gruppo UBI Banca, procede con la recente approvazione, da parte del Consiglio di Sorveglianza del gruppo, della nuova fusione per incorprazione di altre banche già controllate direttamente o indirettamente dal gruppo: Banca Adriatica (Nuova Banca delle Marche), Banca Tirrenica ( Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio), Banca Teatina (Nuova Cassa di Risparmio di Chieti), CARILO-Cassa di Risparmio di Loreto e Banca Federico del Vecchio.

Secondo le linee guida del piano industriale presentato da UBI Banca, a seguito dell’incoprorazione delle altre banche, tutti gli istitui bancari cesseranno di utilizzare i marchi a livello di singola necessità, procedendo all’impairment del valore residuo iscritto a bilancio. Si porterà dunque a compimento il passaggio dal modello federale alla Banca Unica, mantenendo però la forte vocazione a livello locale.

 

Previsioni sull’evoluzione del titolo UBI Banca

Alla base delle previsioni di crescita per il gruppo UBI Banca c’è un dettagliato piano industriale che sancisce i parametri fondamentali su cui il gruppo punta da qui alla fine del 2020. Secondo il documento in capo al management del gruppo, UBI Banca dovrebbe raggiungere entro l’anno 2020 proventi operativi compresi tra 3,4 miliardi e 3,8 miliardi di euro. A questo ambizioso obiettivo finanziario si affianca anche quello di una notevole riduzione del costo del credito, grazie alla diminuzione dei flussi dei crediti deteriorati e una semplificazione e ottimizzazione delle risorse.

In programma c’è inoltre una nuova strategia per i diversi segmenti di clientela, anche se tutte le strategie du business seguono un andamento abbastanza prudente visto l’esigua crescita complessiva del PIL in Italia. Si punterà con maggiore determinazione ai prodotti di previdenza e fondi pensionistici.

Per una strategia mirata sui clienti sarà fondamentale l’apporto delle nuove tecnologie e in particolare gli strumenti strettamente correlati ai big data e alla data analysis. L’utilizzo dei dati e la loro analisi sarà utile all’individuazione di nuovi target e nuove proposte commerciali. Cod i dati già in possesso del gruppo UBI Banca è stato possibile ri-targettizzare i clienti già presenti nel database portandoli dal settore “persone e famiglie” a quello “affluent”.

Il cambiamento in ottica digitale sarà inoltre una leva importante per il rapporto con la clientela: sia nella possibilità di accesso multicanale ai prodotti, benefit che ha già prodotto un’elevata redditività; sia nella semplificazione di accesso ai prodotti stessi (con una riduzione del portfolio prodotti di oltre il 30%).

Per i processi digitali e le nuove tecnologie l’investimento per il 2016 è stato pari a 20 milioni di euro, nell’arco dell’intero tempo di attuazione del piano industriale (2017/2020) sono previsti investimenti pari a ulteriori 60 milioni di euro.

La trasformazione digitale è anche al centro di un recente accordo siglato tra Confindustria e il gruppo UBI Banca. Un protocollo di intesa finalizzato a sostenere le imprese che vogliono incestire in nuove tecnologie e in processi di innovazione digitale. Il gruppo UBI Banca si è infatti fatto carico della promozione della crescita e dello sviluppo delle imprese favorendo un accesso diretto ai mercati dei capitali. L’accordo, siglato dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e la presidente del Consiglio di Gestione di UBI Banca, Letizia Moratti sarà in vigore fino al 31 dicembre 2019 e avrà come oggetto diverse iniziative rivolte alle imprese. In particolare le aziende interessate al processo di trasformazione digitale potranno contare su i digital innovation hun (DIH) promossi dal gruppo UBI Banca e su un supporto di carattere finanziario e di consulenza aziendale. Il gruppo bancario sarà di fatto un intermediario attraverso cui, le aziende interessate a investire in innovazione, potranno accedere a tutte le opportunità previste dal recente piano nazionale sull’industria 4.0. Nella sua prima fase l’accordo siglato tra Confindustria e UBI Banca vedrà coinvolti solo alcuni poli regionali, tra cui: Lombardia, Piemonte, Marche, Umbria e Puglia.

UBI Banca si impegna di fatto a istituire un plafond ricerca sviluppo e innovazione di 1 milardo di euro, interamente dedicato ai finanziamenti a medio e lungo termine da concedere alle imprese che vogliono investire in digitalizzazione e processi innovativi. Un canale preferenziale sarà destinato a tutti gli associati a Confindustria. Oltre ai finanziamenti, saranno a diposizione delle aziende servizi di consulenza specialistica, garantita da altre società del gruppo UBI Banca, su accesso ai fondi europei e altri tipi di agevolazioni.

Nel progetto è inclusa anche la formazione, con un programma interamente dedicato alle risorse umane del gruppo UBI Banca focalizzato sui punti centrali del piano nazionale industria 4.0; allo stesso modo saranno formati i refenti territoriali di Confindustria, per garantire la massima competenza delle risorse assegnate al progetto e impegnate nella valutazione dei requisiti per l’accesso al credito relative alle singole imprese.

Il gruppo UBI Banca inoltre svolgerà un ruolo centrale nell’ambito del programma Elite di Borsa italiana. Il gruppo bancario infatti si impegnerà ad attivare una Elite Lounge, sempre dedicata alle imprese che vogliono investire in digitalizzazione. Il gruppo UBI Banca sosterrà l’importo della fee di partecipazione delle azioende clienti iscritte a Confindustria per l’accesso a Elite.

Il piano industriale e l’impegno con Confindustria sembrano essere un’ottima base di rilancio per il gruppo UBI Banca. Oltre al management che stima una rapida crescita nell’arco del 2017, anche gli analisti sono ottimisti e hanno garantito delle stime al rialzo.

Gli esperti di UBS hanno, in quest’ottica, aumentato il target price del gruppo UBI Banca da 4,35 euro a 4,65 euro, valorizzando i risultati operativi dei primi sei mesi del 2017.

Gli analisti consigliano l’acquisto delle azioni UBI Banca o il mantenimento delle stesse nel portafogli azionario.

Investire in azioni UBI Banca

Viste le analisi sul medio e lungo periodo è dunque consigliabile investire in azioni UBI Banca. Un’operazione che non necessita di lunghe file allo sportello bancario. Si possono infatti acquistare azioni UBI Banca facendo trading online attraverso una piattaforma di Forex o di trading di azioni binarie. In questo modo è possibile avere completa autonomia nella gestione delle azioni e controllo sui profitti. Non dimenticate seguire le tendenze del mercato, prendendo prendere posizione al rialzo o al ribasso in relazione ad esse.